I martiri d’Algeria

La mostra sarà visitabile negli spazi della Basilica Santa Maria della Passione di Milano dal 12 al 29 marzo.

Milano – Il Centro Culturale, in collaborazione con l’Arcidiocesi, il Centro missionario PIME, la Comunità pastorale Santi Profeti e l’Associazione italiana Centri Culturali, presenta la mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria” negli spazi della Basilica Santa Maria della Passione dal 12 al 29 marzo 2026.

Nel corso del 2026, dopo essere già stata esposta a New York, la mostra prosegue il suo percorso itinerante internazionale nelle seguenti prestigiose sedi: Collège des Bernardins, 10-15 marzo, Parigi; Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, 10-24 marzo, Roma; Convergence Oxford, 28-29 marzo, Oxford; Università della Svizzera Italiana, 29 aprile-7 maggio, Lugano; Forum Paris, 8-10 maggio, Parigi.

Realizzata da Fondazione Oasise Libreria Editrice Vaticana per l’edizione 2025 del Meeting di Rimini, l’esposizione nasce dal desiderio di raccontare, proprio nel trentesimo anniversario della loro morte, la vicenda dei diciannove religiosi e religiose uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996, tra cui i sette monaci di Tibhirine e il vescovo di Orano, Pierre Claverie. – che ancora oggi riscuote un interesse vivo e diffuso per una testimonianza che continua a interrogare il presente

La loro testimonianza si colloca nel cosiddetto “decennio nero” (1992-2002), una stagione drammatica in cui il terrorismo islamista sconvolse l’Algeria causando oltre 150.000 vittime. Tra queste, anche numerosi imam che si opposero con coraggio alla violenza, rifiutandosi di giustificarla in nome della religione.

“Chiamati due volte” non è soltanto un racconto storico, ma un percorso umano e spirituale che invita a riscoprire il significato della presenza cristiana come condivisione, dialogo e dono di sé.

Come ha scritto il Santo Padre Papa Leone XIV, nei beati martiri d’Algeria “risplende la vocazione della Chiesa ad abitare il deserto in profonda comunione con l’intera umanità, superando i muri di diffidenza che contrappongono le religioni e le culture (…) È questa via di presenza e di semplicità, di conoscenza e di ‘dialogo della vita’ la vera strada della missione. Non un’auto-esibizione, nella contrapposizione delle identità, ma il dono di sé fino al martirio”.

Questi i nomi dei 19 religiosi e religiose uccisi in Algeria: Suor Paul- Hélène Saint-Raymond, Frère Henri Vergès, Suor Esther Paniagua Alonso, Suor Esther Paniagua Alonso, Père Alain Dieulangard, Père Alain Dieulangard, Père Jean Chevillard, Père Christian Chessel, Suor Bibiane Leclercq, Suor Angèle-Marie Littlejohn, Suor Odette Prévost, Frère Christian de Chergé (priore di Tibhirine), Frère Célestin Ringeard, Frère Christophe Lebreton, Frère Luc Dochier (medico di Tibhirine), Frère Michel Fleury, Frère Paul Favre-Miville, Frère Bruno Lermarchand di Tibherine, Pierre Claverie (Vescovo di Orano).

L’appuntamento milanese – che rappresenta un’occasione preziosa per conoscere da vicino la storia di uomini e donne che hanno scelto di restare accanto al popolo algerino nel tempo della prova, condividendone le sofferenze fino al sacrificio estremo, e per riflettere sul valore del dialogo, della convivenza e della libertà religiosa nel nostro tempo – prevede venerdì 20 marzo alle ore 21 l’incontro nel Duomo di Milano con S.E. Cardinal Jean-Paul Vesco, Arcivescovo di Algeri, e S.E. Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, in occasione del SOUL festival.

Inoltre, nelle seguenti date, sono previste delle visite guidate gratuite con i curatori della mostramercoledì 18 marzo ore 13, sabato 21 marzo ore 11, mercoledì 25 marzo ore 13 e sabato 28 marzo ore 11.

Da segnalare, infine, martedì 24 marzo alle ore 18.45 nella Basilica Santa Maria della Passione la Veglia per la Giornata dei missionari martiri a cura di Centro Pime e Arcidiocesi di Milano, cui seguirà una visita guidata gratuita della mostra con Anna Pozzi del Centro Pime.