Si registrano danni in alcune abitazioni private del borgo noto come la terrazza dell’Etna. Attivato il Centro operativo comunale.
Catania – La violenta scossa di terremoto di magnitudo 4.5 che ha colpito l’area etnea questa mattina ha lasciato segni evidenti proprio a Ragalna, il comune individuato come epicentro del sisma, dove come riportato da La Sicilia si sono registrati danni strutturali presso la sede del municipio e alcuni crolli parziali nella chiesa parrocchiale Santa Barbara e in alcune abitazioni private.
Il borgo, noto come la terrazza dell’Etna per la sua posizione privilegiata a 800 metri d’altitudine, ha vissuto momenti di grande concitazione che hanno spinto il sindaco Nino Caruso e la protezione civile ad attivare immediatamente il Centro operativo comunale per coordinare le operazioni di soccorso e i sopralluoghi tecnici necessari a verificare la staticità degli immobili coinvolti.
Il primo cittadino, contattato telefonicamente dall’Ansa, ha dichiarato: “Ci sono danni ad abitazioni e a strutture pubbliche e sono in corso accertamenti e verifiche da parte dei vigili del fuoco e dei tecnici comunali”, aggiungendo di avere “chiuso le scuole“ e che “non risultano danni alle persone”.
Il consigliere comunale Emidio Carmelo Pappalardo ha affermato: “Purtroppo la nostra comunità stamattina si è svegliata amaramente con questa sorpresa del terremoto. Ci sono parecchi danni strutturali sia a edifici pubblici che privati. Protezione civile e vigili del fuoco stanno facendo sopralluoghi per vedere se ci sono delle strutture da chiudere”.
“Con l’ufficio tecnico stiamo facendo dei sopralluoghi anche nei locali pubblici e nelle scuole“, ha aggiunto il consigliere comunale. “Nella chiesa di Santa Barbara ci sono stati danni, mentre fortunatamente in quella di Madonna del Carmelo non sembra che ci siano stati dei danni ingenti”.

Nonostante la consuetudine dei ragalnesi a convivere con la presenza costante e viva del vulcano, la superficialità dell’ipocentro ha reso l’evento particolarmente traumatico per la comunità, rompendo il silenzio tipico di questo centro immerso tra ginestre e boschi e trasformando le strade del centro, solitamente animate da un ritmo di vita lento e autentico, in scenari di emergenza.
Mentre i tecnici comunali passano al setaccio il patrimonio edilizio tra vigneti e antiche colate laviche, l’attenzione resta alta in tutta la provincia di Catania poiché, come sottolineato dalle testate locali, la fragilità di un territorio così suggestivo richiede ora la massima precisione nelle verifiche di agibilità per garantire la sicurezza ai residenti e ai numerosi villeggianti che frequentano la zona.
Il sisma è stato percepito anche nelle province di Messina e Siracusa e in diversi comuni etnei, tra cui (oltre a Ragalna) Biancavilla e Santa Maria di Licodia.