Il presidente Matarrelli richiama il diritto di accesso agli atti e alle strutture come prerogativa costituzionale. La vicenda nasce da tensioni al Fazzi di Lecce.
Lecce – Il diritto di un consigliere regionale di entrare negli uffici pubblici, verificare lo stato delle strutture e acquisire documenti non è una cortesia istituzionale che qualcuno può concedere o negare a proprio piacimento. È una prerogativa sancita dallo Statuto della Regione Puglia. Lo ha ribadito con chiarezza il presidente del Consiglio regionale Antonio Matarrelli, in una nota indirizzata al consigliere di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro e, per conoscenza, ai vertici di tutte le aziende sanitarie pugliesi.
Il riferimento normativo è preciso: l’articolo 39 dello Statuto pugliese garantisce al consigliere regionale il diritto di ottenere notizie e informazioni utili all’esercizio del proprio mandato attraverso l’accesso agli uffici e agli atti della Regione e delle aziende controllate. Un diritto che, secondo Matarrelli, va non solo rispettato ma accompagnato da spirito di collaborazione istituzionale, in quanto strumento essenziale di controllo democratico nell’interesse dei cittadini. In altri termini: le aziende sanitarie non possono opporre resistenza alle visite ispettive di un consigliere regionale, nemmeno quando queste avvengono senza preavviso.
La nota del presidente del Consiglio regionale arriva dopo l’ennesimo episodio di attrito tra Pagliaro e la ASL di Lecce. Durante un sopralluogo nel reparto di Radioterapia oncologica dell’ospedale Vito Fazzi, finalizzato a verificare lo stato di avanzamento dei lavori per l’installazione di due nuovi acceleratori lineari acquistati dalla ASL per oltre sette milioni di euro, si sarebbero consumate tensioni verbali che avrebbero coinvolto operatori e pazienti. A seguito dell’episodio, l’azienda sanitaria aveva avanzato l’ennesima richiesta di richiamo nei confronti del consigliere. Risposta di Matarrelli: il diritto ispettivo va garantito, non ostacolato.
Non è la prima volta che Pagliaro si trova al centro di questo tipo di polemiche. Nel settembre 2023 il direttore generale dell’ASL Lecce aveva riconosciuto formalmente il diritto di accesso del consigliere, sollevando però obiezioni sulle riprese video effettuate durante le visite. Poco dopo, l’allora presidente del Consiglio regionale era intervenuta con una nota in cui ribadiva la piena titolarità del diritto di accesso, precisando però che si tratta di una prerogativa personale, non automaticamente estendibile a collaboratori o videoreporter, e che le riprese senza consenso possono comportare responsabilità legali. Pagliaro aveva sempre difeso il proprio operato, sostenendo che le immagini servivano a documentare le criticità riscontrate nell’ambito dei lavori della Commissione Sanità.