Indagati il legale rappresentante della società e un ex dirigente ARPAE: contestati oltre 2.200 superamenti dei limiti di contaminazione.
Modena – La Procura della Repubblica ha delegato ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) del Gruppo Forestale l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gup, avente ad oggetto il complesso delle discariche “Feronia 0, 1 e 2” e i relativi comparti aziendali, situati nel comune di Finale Emilia.
Il provvedimento è stato richiesto dopo l’esercizio dell’azione penale con richiesta di rinvio a giudizio, ritenendo che la prosecuzione delle condotte illecite rendesse necessario e urgente il vincolo cautelare reale. Nel procedimento risultano imputati il legale rappresentante della società “Feronia S.r.l.” e l’ex dirigente responsabile del Servizio ARPAE-SAC di Modena, accusati in concorso di inquinamento ambientale (artt. 110 e 452 bis c.p.).
All’ex dirigente è contestata anche l’omissione di atti d’ufficio per non aver adottato i provvedimenti obbligatori di diffida e bonifica, mentre al gestore è attribuita la mancata adozione delle necessarie misure di prevenzione ambientale e la mancata presentazione di un adeguato piano di caratterizzazione e analisi del rischio. Contestato inoltre alla società l’illecito amministrativo ai sensi dell’art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001, per il presunto vantaggio economico derivante dal risparmio di spesa sulle misure ambientali non adottate.
L’indagine, avviata a seguito di esposti di comitati cittadini, ha documentato un perdurante e grave fenomeno di inquinamento ambientale. Gli accertamenti tecnici avrebbero rilevato 2.267 superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione tra il 2008 e il 2023, altri 61 nel solo 2024 e ulteriori superamenti dei Valori di Fondo in 18 piezometri. Tra i dati più rilevanti, picchi di ferro fino a 109.000 µg/l nell’agosto 2025, ben oltre i limiti autorizzati.
Sono state inoltre riscontrate omissioni nelle comunicazioni all’autorità amministrativa, inquinamento delle acque di drenaggio con presenza di sostanze pericolose – tra cui benzene, PCB, cloruro di vinile, mercurio e cromo esavalente – e gravi discrepanze tra le analisi del gestore e quelle effettuate da ARPAE.
Secondo il Gup, con alto grado di probabilità logica, la fonte dell’inquinamento sarebbe riconducibile alla gestione continuativa della discarica. Il sequestro è stato disposto per interrompere un’attività che avrebbe potuto aggravare irreparabilmente la matrice ambientale di un’area agricola di circa 228.000 metri quadrati, considerato che l’impianto, ancora operativo, aveva ricevuto oltre 107.000 tonnellate di rifiuti tra febbraio e novembre 2025.