Bimba in terapia intensiva per malaria dopo un viaggio in Africa

Febbre alta e vomito al rientro dalle vacanze: la diagnosi lampo ha permesso il trasferimento d’urgenza in ospedale.

Chioggia – Un viaggio in Africa trasformato in incubo. Una bambina di 12 anni è attualmente ricoverata in condizioni critiche nel reparto di Terapia Intensiva dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, centro di riferimento regionale per le malattie infettive pediatriche, dopo aver contratto la malaria.

La piccola ha iniziato a manifestare i primi sintomi – febbre alta, dolori muscolari e vomito – pochi giorni dopo il ritorno dal soggiorno all’estero. Preoccupati dal peggioramento del quadro clinico, i genitori l’hanno accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia nel primo pomeriggio di sabato 21 febbraio. Qui i pediatri, insospettiti dal recente viaggio, hanno formulato tempestivamente il sospetto diagnostico, confermato poi da test rapidi e analisi molecolari.

Data la severità dei sintomi, è stata disposta il trasferimento d’urgenza a Padova, avvenuta nella serata di sabato. L’infezione è stata classificata come caso d’importazione: le autorità sanitarie hanno infatti escluso categoricamente ogni possibilità di contagio locale, poiché le attuali condizioni climatiche in Veneto non permettono la sopravvivenza delle zanzare vettori del parassita.

In Italia, la malaria resta una patologia legata quasi esclusivamente ai flussi internazionali. Sebbene i numeri si siano stabilizzati dopo la pandemia, il caso della 12enne di Chioggia riaccende l’attenzione sull’importanza della profilassi per chi si reca in zone endemiche. Al momento, la prognosi resta riservata e la bambina è sotto costante monitoraggio da parte degli specialisti padovani.