Prima la lite, con Giovanni Bernabucci che avrebbe spinto giù dalle scale il coinquilino Davide Ernesti. Quest’ultimo poi si sarebbe vendicato.
Viterbo – Una scarpa sporcata dalla pipì di un cane: sarebbe questo il banale e tragico pretesto che ha innescato la spirale di violenza culminata nell’omicidio di Giovanni Bernabucci, 52 anni, storico esponente della tifoseria laziale noto come “La Iena”. Il delitto è avvenuto nella serata di venerdì 13 febbraio in un appartamento di via Santa Lucia.
Secondo le ricostruzioni emerse dagli interrogatori e dall’analisi dei telefoni, la tensione tra Bernabucci e il suo coinquilino, Davide Ernesti, era esplosa già dal mattino. Il cane di Ernesti avrebbe sporcato una scarpa di Bernabucci. Quest’ultimo, furioso, avrebbe aggredito il coinquilino spingendolo giù per le scale.
Nei messaggi recuperati dalla polizia, Bernabucci avrebbe minacciato di morte non solo Ernesti, ma anche la sua fidanzata e l’animale. Dal suo canto, Ernesti si era sfogato via chat con la compagna, dichiarando l’intenzione di “far fuori” l’amico, aggiungendo testualmente di essere pronto a finire in prigione pur di risolvere la questione.
La sera del 13 febbraio, la situazione è precipitata. Bernabucci è rientrato in extremis, lasciando addirittura l’auto accesa e lo sportello aperto nel cortile, segno di una furia immediata. Sarebbe entrato nell’abitazione al piano terra impugnando a sua volta un coltello per affrontare il coinquilino.
Nella colluttazione che ne è seguita, Ernesti ha avuto la meglio, colpendo Bernabucci al torace con numerosi fendenti. È stato lo stesso Ernesti a chiamare il 112, sostenendo di essere stato aggredito. Agli agenti ha dichiarato “non ricordo più nulla” in merito al momento esatto in cui ha impugnato l’arma (trovata sporca di sangue sul tavolo) e colpito a morte l’amico.