Depositato lo statuto. Tre ex parlamentari di Lega e FdI firmano i “valori non negoziabili”: famiglia solo tra uomo e donna, la cittadinanza non si regala, no allo ius soli.
Roma – Prima il libro, poi il seggio europeo, ora il partito con tanto di atto notarile. Roberto Vannacci costruisce mattone dopo mattone la sua casa politica e questa settimana ha posato la prima pietra ufficiale: uno statuto che fotografa senza ambiguità dove si colloca Futuro Nazionale nello spazio politico italiano.
A siglare il documento sono Emanuele Pozzolo, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, tre parlamentari che hanno lasciato rispettivamente FdI e Lega per scommettere sul progetto dell’ex generale. “Abbiamo scritto quello che abbiamo scolpito nel cuore da sempre”, dichiarano. Il tono è quello di chi si sente depositario di una verità che altri hanno tradito per convenienza elettorale.
Il manifesto non usa mezze misure su nessun tema. Sulla vita “dal concepimento alla morte”, formula che in politichese significa: no all’aborto, no all’eutanasia. Sulla famiglia, definita esclusivamente come unione tra uomo e donna, con una stoccata a chi nel centrodestra aveva aperto a definizioni più inclusive parlando di “qualsiasi unione basata sull’amore”. I tre fondatori non citano nomi, ma il bersaglio è chiaro a tutti.
Sul fronte culturale la dichiarazione di guerra è totale. Gender, woke, cancel culture e immigrazione vengono messi sullo stesso piano come nemici da combattere. Non compromessi, non dialogo: lotta coraggiosa, scrivono testualmente.
Più interessante forse è il capitolo sulla cittadinanza, che rivela quanto il partito voglia occupare uno spazio preciso nel dibattito sull’immigrazione. Nascere in Italia non basta per diventare italiani, è la sintesi del pensiero di Futuro Nazionale. L’identità nazionale non si acquisisce tramite procedure burocratiche ma attraverso un’appartenenza culturale e valoriale. Una posizione che i fondatori rivolgono come avvertimento diretto agli alleati: “Il centrodestra non tradisca gli italiani pur di piacere a poteri forti, UE e sinistre”.
Radici romane, greche, cavalleresche e cristiane compongono l’identità italiana che lo statuto intende difendere. Un’italianità plurale nelle sue espressioni locali, dialetti inclusi, ma monolitica nei valori di fondo. La piccola impresa contro i colossi sia comunisti che capitalisti, l’ambiente come patrimonio affidato alla custodia dell’uomo: anche qui il partito cerca una terza via che si distingua dalle posizioni dominanti.
Il cantiere è appena aperto. La prima assemblea costituente è prevista per l’estate e il movimento “Il Mondo al Contrario” ispirato dal libro di Vannacci avrà il compito di diventare il motore culturale e la scuola di formazione della futura classe dirigente. Un partito che nasce con la pretesa di fare quello che gli altri dicono ma non fanno. Almeno sulla carta.