Alunno violento: la classe si vuota per protesta

Gesto estremo in una scuola media, dove 16 famiglie su 22 hanno tenuto a casa i figli: “Aggressioni, minacce e compagni finiti in ospedale. Siamo esasperati”.

Grosseto – Non è stato un lunedì mattina come gli altri in una scuola media di Grosseto, dove ben sedici famiglie su ventidue hanno deciso di non mandare i figli in classe. Una protesta silenziosa ma clamorosa, nata per denunciare l’insostenibile situazione di insicurezza causata dai comportamenti di un compagno di classe.

Al centro della disputa c’è un alunno che, secondo i racconti dei genitori riportati dalle principali testate locali, avrebbe instaurato un clima di terrore all’interno dell’istituto. La convivenza scolastica, degenerata progressivamente dall’inizio dell’anno, è ormai descritta come una “situazione di pericolo costante”.

I genitori, assistiti da legali e pronti a portare la battaglia davanti alle autorità scolastiche regionali, parlano di episodi che vanno ben oltre l’indisciplina: offese pesanti rivolte non solo ai compagni, ma anche agli insegnanti. E poi episodi frequenti di oggetti scagliati in aula durante le lezioni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata un’aggressione recente che ha costretto uno studente a ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Le famiglie che hanno aderito allo sciopero sottolineano che non si tratta di un atto contro l’istituzione scolastica o contro il diritto all’istruzione dell’alunno in questione, ma di una richiesta disperata di tutela per i propri figli. “Non possiamo mandarli a scuola con la paura che tornino a casa feriti”, spiegano i rappresentanti dei genitori.