E’ un problema allarmante perché la dipendenza da sostanze provoca danni alle funzioni cognitive e del comportamento, con gravi ricadute su salute e produttività,
Il costo salato delle dipendenze da droghe. Essere dipendente da sostanze stupefacenti è un danno non solo per chi ne fa uso, ma per la famiglia che viene coinvolta in un vero e proprio dramma. Ne fanno le spese anche le relazioni interpersonali e lavorative. I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli USA, ha compiuto un’analisi completa sui costi collaterali provocati dall’uso di sostanze.
Solo dal punto di vista economico una situazione di questo tipo ha prodotto un calo della produttività del lavoro – una misura dell’efficienza con cui le risorse (tempo, manodopera, denaro) vengono convertite in beni o servizi- pari a 93 miliardi di dollari. La ricerca è stata pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine (AJPM), rivista medica mensile che pubblica ricerche originali, articoli, policy su prevenzione e sanità pubblica. Il calcolo della cifra è il risultato della somma di assenze dal lavoro, riduzione delle prestazioni lavorative, incapacità di lavorare e perdita di produttività domestica.
Grazie ai dati sull’uso di droghe ricavati dalle indagini annuali condotte dall’amministrazione statunitense, ci si è potuto focalizzare su adulti di età maggiore di 18 anni con problemi di dipendenza, allo scopo di valutare i costi economici dovuti all’assenteismo e inabilità al lavoro. Un aspetto quasi mai considerato che, invece, è stato rilevato dallo studio è il presentismo, definito come la tendenza di un dipendente ad andare al lavoro nonostante non stia bene (malattia fisica o mentale, scarsa motivazione), causando calo di produttività.
Le condizioni psico-fisiche incidono anche sul calo dell’attività domestica. Secondo le stime la produttività calerebbe ogni anno, in media, per ogni lavoratore di 3700 dollari. La perdita stimata in generale sarebbe di 92,65 miliardi di dollari. In dettaglio la cifra è generata dall’inazione lavorativa, 45,25 miliardi, assenteismo, 25,65 miliardi, presentismo, 12,06 miliardi e carenza di produttività domestica, 89,68 miliardi. E’ stato constatato anche una disparità di genere: gli uomini sono più spendaccioni, 61,19 miliardi di dollari, mentre le donne solo 31,45 miliardi!
Il report non è solo un’analisi rigorosa e accurata del fenomeno delle dipendenze nelle sue varie sfaccettature economiche, ma un invito alle istituzioni di utilizzare sistemi integrati efficaci per la prevenzione e cura delle dipendenze da sostanze. Inoltre, per affrontare i rischi individuali e sociali coordinando i settori sanitari e giudiziari. Si tratta di proporre investimenti che hanno un tornaconto positivo in termini di risultati, almeno secondo gli esperti.

E’ un problema allarmante anche perché la dipendenza da sostanze provoca danni alle funzioni cognitive e del comportamento, con ricadute sulla salute e, come si è visto, sulla produttività. Nel nostro Paese il fenomeno viene monitorato dal “Rapporto sulle tossicodipendenze,” una pubblicazione annuale del Ministero della Salute italiano che analizza i dati nazionali sull’uso di sostanze e i trattamenti.
Viene utilizza come fonte principale il Sistema Informativo Nazionale per le Dipendenze (SIND), un flusso informativo sanitario che raccoglie informazioni dettagliate su utenti, interventi e attività dei servizi per le dipendenze (SerD) in Italia. Questo rapporto fornisce un quadro completo e aggiornato della situazione delle dipendenze, essenziale per definire le politiche sanitarie e informare operatori e cittadini.
Stando ai dati i servizi pubblici per le dipendenze hanno fornito assistenza a 129.259 persone con dipendenza da sostanza. Al di là dei dati nudi e crudi, emergono gravi criticità nel soddisfare i bisogni delle persone, a causa di carenza di personale e e di una politica sanitaria basta sulla riduzione del danno e l’inefficacia dell’integrazione socio-sanitaria.