Il dramma di una 51enne moldava di Novellara: “Vivo nel sottoscala senza luce né riscaldamento, mentre il mio appartamento è occupato da chi non ci abita nemmeno”.
Reggio Emilia – Una vicenda paradossale e drammatica scuote il centro di Novellara. Julia Turcanu, una donna moldava di 51 anni, si trova costretta a vivere da otto mesi in una cantina, al freddo, nonostante sia la legittima proprietaria di un appartamento situato nella stessa palazzina.
La sua odissea, come racconta lei stessa in un’intervista a Il Corriere della Sera, è iniziata quando, dopo aver acquistato l’immobile nel 2023, ha deciso di affittarlo temporaneamente con un contratto annuale per poter lavorare come badante convivente. Allo scadere dell’accordo, l’inquilina (che dice di avere figli minorenni e di non riuscire a trovare un’altra soluzione) si è rifiutata di liberare l’immobile, smettendo di pagare l’affitto e trasformando, di fatto, l’abitazione in un magazzino.
Secondo la testimonianza della proprietaria, raccolta mentre prosegue la causa civile assistita dall’avvocato Alessandro Occhinegro, la situazione è davvero paradossale. L’inquilina ha disdetto luce e gas, rendendo l’appartamento inabitabile, e non vi risiederebbe stabilmente, usandolo in pratica come ripostiglio per i propri arredi. “I figli, a quanto mi risulta, vivono con il compagno della donna, qui li ho visti solo un paio di volte”, racconta la proprietaria di casa.
Julia, intanto, dorme nel sottoscala, al gelo. Senza elettricità non può scaldarsi né cucinare. Per l’acqua si appoggia a un rubinetto condominiale, poiché le fontane pubbliche sono ghiacciate. Il freddo intenso dell’inverno emiliano ha già presentato il conto: la donna è finita al pronto soccorso per forti dolori e blocchi articolari causati dalle temperature proibitive della cantina.
Al danno si aggiunge la beffa della violenza verbale. Julia denuncia di essere vittima di pesanti insulti a sfondo razziale e minacce di morte da parte dell’inquilina e del suo compagno. “Mi hanno rotto la porta della cantina, mi rubano i vestiti e mi offendono continuamente”, racconta esasperata.
Nonostante le ripetute segnalazioni ai carabinieri, la situazione resta bloccata in attesa dei tempi della giustizia civile. “Spero che la causa si acceleri, non è giusto vivere così”, conclude la donna, che attende ora una decisione del tribunale per poter finalmente tornare a dormire in un letto vero, protetta dalle mura che lei stessa ha pagato.