Ucraina, la Camera approva la fiducia sul decreto armi

Il governo incassa il voto favorevole sul provvedimento che rinnova gli aiuti militari a Kiev. Maggioranza compatta, votano sì anche i tre “vannacciani” del gruppo misto.

Roma – La Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sul decreto Ucraina con 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento autorizza la prosecuzione del sostegno italiano a Kiev attraverso aiuti militari, finanziari e logistici, confermando l’impegno dell’Italia nell’ambito degli accordi con NATO e Unione Europea.

Il centrodestra ha votato compatto sulla fiducia, inclusa la Lega che nelle ultime settimane aveva mostrato qualche tensione interna sul tema del sostegno militare all’Ucraina. Particolare attenzione era rivolta ai tre deputati vicini a Roberto Vannacci – Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo – che dopo aver lasciato la Lega si sono iscritti al gruppo misto per aderire a Futuro Nazionale. I tre hanno confermato il voto favorevole, in linea con quanto annunciato dallo stesso Vannacci.

Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno registrato il maggior numero di assenze all’interno del centrodestra, con 12 deputati ciascuno che non hanno partecipato al voto. Nel partito della premier Meloni, su 116 iscritti al gruppo erano presenti 104 parlamentari: sei risultavano in missione, mentre altri sei non hanno partecipato al voto (Giordano, Maiorano, Zurzolo, Filini, Giorgianni e Schifone).

Per Forza Italia hanno votato 41 deputati su 53 iscritti. Tre erano in missione, mentre nove non hanno preso parte alla votazione: Calderone, Fascina, Nevi, Pella, Sorte, Benigni, Dalla Chiesa, Orsini e Rubano. A questi si aggiunge Giorgio Mulé, che presiedeva l’aula durante il voto.

Gli occhi erano puntati soprattutto sulla Lega, storicamente più critica rispetto agli altri partiti della coalizione sul tema dell’invio di armi all’Ucraina. Alla fine non si sono registrate sorprese: il partito di Matteo Salvini ha votato compatto a favore della fiducia. Sei i deputati leghisti assenti: tre in missione, tra cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, e tre che non hanno partecipato al voto (Angelucci, Coin e Bossi).

Ha votato sì alla fiducia anche Domenico Furgiuele, il deputato leghista considerato vicino all’ex generale Vannacci, finito recentemente al centro delle polemiche per aver “ospitato” alla Camera una conferenza stampa sulla remigrazione organizzata da formazioni neofasciste come CasaPound.

Il decreto-legge appena approvato rinnova l’autorizzazione al governo italiano per fornire supporto all’Ucraina nella sua resistenza contro l’invasione russa. Il provvedimento include la possibilità di inviare aiuti militari, sostegno finanziario e assistenza logistica. Si tratta di un aggiornamento degli impegni già assunti dall’Italia nell’ambito della cornice NATO e dell’Unione Europea, in coordinamento con gli altri paesi alleati.

Il testo ora passerà al Senato per l’approvazione definitiva, ma il voto compatto della maggioranza alla Camera fa presagire un iter parlamentare senza ostacoli. Il governo Meloni conferma così la linea di pieno sostegno a Kiev, nonostante le diverse sensibilità interne alla coalizione sul tema della fornitura di armamenti.