Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, annuncia l’inedificabilità della fascia a ridosso della frana. Si attende l’esito dei monitoraggi satellitari per il rientro degli altri sfollati.
Niscemi – La gestione della maxi-frana, che ha messo in ginocchio la città siciliana, entra in una fase cruciale. Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, è stato categorico sul destino delle abitazioni più vicine al fronte del dissesto: la fascia da zero a 50 metri non sarà mai più abitata. Le case situate in questo perimetro, considerate ormai in una zona di pericolo irreversibile, sono destinate alla demolizione o al crollo naturale causato dall’arretramento del fronte.
Per i 1.276 cittadini evacuati (circa 500 nuclei familiari), il futuro immediato resta appeso a valutazioni tecniche estremamente rigorose. Mentre per la zona di massimo rischio la parola d’ordine è re-localizzazione partecipata, per le restanti fasce di rispetto si attende il responso della scienza.
La strategia del monitoraggio e il futuro dei residenti
Il Dipartimento sta adottando un approccio prudenziale basato su dati oggettivi per decidere chi potrà rientrare e chi dovrà abbandonare definitivamente la propria casa:
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Studi Satellitari: Sono in corso due analisi satellitari (supportate dai dati della costellazione COSMO-SkyMed forniti dall’ASI) per monitorare i micromovimenti del suolo con precisione millimetrica. Solo questi dati potranno confermare la stabilizzazione del versante.
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Le “tre fasce”: Il territorio è stato diviso in zone a rischio decrescente. Se la prima fascia (0-50m) è ormai perduta, la Protezione Civile sta valutando le altre due per capire se le condizioni di sicurezza permettano il ripristino della normale vita abitativa.
- L’allarme di Ciciliano: Il Capo Dipartimento ha ribadito che il movimento franoso è tra i più complessi mai visti, sottolineando come l’intera collina stia scivolando verso la piana di Gela. “Bisognava evitare di costruire sul fronte di frana nei decenni passati”, ha osservato Ciciliano, definendo la situazione in alcuni punti di “assoluta gravità”.
In attesa dei risultati definitivi, il governo ha garantito il sostegno economico per l’autonoma sistemazione degli sfollati, avviando un confronto con i residenti per definire la nuova identità urbana di una città che, necessariamente, dovrà allontanarsi dal bordo del precipizio.