Milano-Cortina 2026, a San Siro gaffe e “trash” all’italiana

Il genio di Marco Balich ha regalato uno show visivamente splendido, ma tra scivoloni Rai, playback forzati e “marionette” danzanti le critiche non sono mancate.

Milano – Non c’è dubbio: la firma di Marco Balich è una garanzia. La cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026 è stata un trionfo di luci e capacità organizzativa. Un palco total white ha fatto da tela per un show pieno di luci e messaggi di pace e armonia. Eppure, grattando sotto la superficie dorata della festa, sono emersi intoppi e scelte stilistiche che hanno fatto storcere il naso a molti.

Nel mirino dei social la telecronaca Rai

Il vero “horror show” si è consumato nelle orecchie dei telespettatori che hanno scelto di seguire la cerimonia su Rai 1. A fare notizia è stata la prestazione del direttore di RaiSport, Paolo Petrecca, chiamato a sostituire Auro Bulbarelli (finito ai margini dopo aver spoilerato la sorpresa su Mattarella). “Buonasera dallo Stadio Olimpico”, sono state le sue prima parole, subito corrette: “Benvenuti da San Siro”. Sui social, però, i telecronisti sono stati tacciati di essere decisamente troppo logorroici, rei di coprire canti e danze con un flusso di parole ininterrotto.

Le gaffe? Da antologia. All’ingresso di Matilda De Angelis, uno dei commentatori ha annunciato con sicurezza Mariah Carey. Un abbaglio corretto solo dopo diversi minuti. Non è andata meglio con la fiaccola: di sei campionissimi della pallavolo italiana — un’era d’oro per il nostro volley — è stata riconosciuta solo Paola Egonu. Anna Danesi, Carlotta Cambi, Simone Giannelli, Nicola Anzani e Luca Porro sono rimasti “illustri sconosciuti” per la cronaca Rai.

Ciliegina sulla torta: mentre sfila l’Albania con la piemontesissima Lara Colturi (nata a Torino), il commento è stato: “Ha un cognome vagamente italiano…”. Forse perché è italiana?. Nota a margine: nessuna menzione in telecronaca per Ghali, ma non è detto che non sia stato voluto visto che il rapper aveva polemizzato poche ore prima (“Non posso cantare l’Inno d’Italia né esprimere un mio pensiero”, le sue parole su Instagram alla vigilia della cerimonia).

Il trionfo del playback

Il popolo del web non ha perdonato nemmeno le star. Dall’inno nazionale di Laura Pausini alle esibizioni degli altri ospiti, tutto è avvenuto rigorosamente in playback. Una scelta che ha scatenato commenti coloriti sui social, anche se la “colpa” non è dei cantanti: gli organizzatori hanno imposto la traccia registrata per evitare rischi tecnici e mettere l’accento sul valore simbolico dell’evento, seguendo il contestato precedente di Parigi. Ma l’emozione del live, purtroppo, è rimasta negli spogliatoi.

Operazione “Italian Trash”

Vedere i giganti della nostra cultura come Verdi, Puccini e Rossini trasformati in marionette che ballano al ritmo di “Vamos a la playa” dei Righeira ha lasciato molti interdetti. Il pubblico, istruito durante il warm-up a cantare “Milano o-oh, Cortina o-oh”, ha partecipato con trasporto, ma l’effetto finale è scivolato pericolosamente verso il trash più spinto. Un mix tra sagra paesana e discoteca anni ’80 che forse poco c’entrava con la solennità dei maestri dell’opera.

Atleti “fantasma” per spettatori paganti

La parata “diffusa” sarà anche una novità tecnologica, ma provate a spiegarlo a chi ha sborsato cifre folli per stare a San Siro. Mentre gli atleti sfilavano a Cortina, Livigno e Predazzo, sullo stadio milanese sfilavano delle comparse mascherate in argento. Gli spettatori, disorientati, si sono ritrovati a guardare gli eroi dei Giochi dai maxischermi. Considerando che restavano invenduti molti biglietti nonostante i prezzi scesi a 26 euro per i volontari, vedere gli atleti “in streaming” dopo aver pagato centinaia di euro è stata una beffa difficile da digerire.

La svista di Mattarella

Anche il Capo dello Stato è caduto in errore. Un Sergio Mattarella applauditissimo ha dichiarato aperti i Giochi, ma nel (breve) discorso ha parlato della 15esima Olimpiade, scordandosi che siamo arrivati alla 25esima. Un peccato veniale, che i social gli hanno perdonato grazie al geniale video che lo ha mostrato in tram per le vie di Milano con un autista d’eccezione: Valentino Rossi. È stata la risposta italiana alla Regina Elisabetta che si “buttò” col paracadute con James Bond a Londra 2012. Un tocco di ironia che, insieme al genio di Balich, ha salvato una serata partita con qualche inciampo di troppo.