Malore fatale dopo una sessione di boxe thailandese. La Procura ha aperto un’indagine per omicidio colposo: al vaglio uso delle protezioni, soccorsi e idoneità medica.
Roma – Doveva essere un normale pomeriggio di sport, ma si è trasformato in tragedia. Un uomo di 40 anni è morto dopo un allenamento di Muay Thai in una palestra in zona Tor di Quinto. Il dramma si è consumato in pochi istanti: l’atleta era appena sceso dal ring quando ha accusato un malore improvviso che non gli ha lasciato scampo.
Nonostante il trasporto d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea, ogni tentativo dei medici di salvargli la vita è risultato vano. La notizia del decesso ha fatto scattare immediatamente la segnalazione alla magistratura. Il pm Stefano Opilio ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo contro ignoti, un atto dovuto per poter procedere con tutti gli accertamenti necessari a chiarire le cause del decesso.
Gli inquirenti stanno lavorando su più fronti per ricostruire l’accaduto e non escludono alcuna pista. L’esame autoptico, previsto per le prossime ore, dovrà stabilire se il decesso sia stato causato da un malore naturale o se possa essere riconducibile a un colpo ricevuto durante la sessione di allenamento.
La polizia verificherà se l’uomo indossasse l’attrezzatura di protezione regolamentare e se all’interno della struttura siano state rispettate tutte le procedure di sicurezza previste per gli sport da combattimento. Gli inquirenti, intanto, hanno già acquisito la cartella clinica e il certificato medico del 40enne per accertare che fosse regolarmente abilitato alla pratica agonistica o dilettantistica di una disciplina così intensa.
Sotto la lente d’ingrandimento c’è anche la catena dei soccorsi: si dovrà capire se l’allarme sia stato lanciato tempestivamente e se la palestra fosse dotata dei presidi salvavita necessari. Per ora, il mondo delle arti marziali romane si stringe nel dolore per una perdita assurda, avvenuta tra quelle corde che per la vittima rappresentavano solo passione e svago.