La madre era confusa mentre parlava al cellulare con la figlia: l’allarme e la corsa contro il tempo. Ipotesi braciere acceso nell’abitazione.
La Spezia – Tragedia sfiorata nel quartiere della Chiappa, dove tre persone sono finite in ospedale dopo aver respirato monossido di carbonio all’interno della propria abitazione. A salvare loro la vita è stata una telefonata provvidenziale.
I fatti risalgono alla serata di giovedì 5 febbraio. In casa si trovava una famiglia composta da una donna e due uomini, tutti di origine straniera. Durante una chiamata con la figlia, che si trovava fuori città, la donna è apparsa confusa. Un atteggiamento che ha immediatamente fatto scattare l’allarme: la figlia ha riattaccato e ha chiamato i soccorsi.
Sul posto sono intervenuti il 118 e la Croce Rossa di Fezzano, seguiti da una seconda ambulanza della Croce Rossa di La Spezia e dai vigili del fuoco. I sanitari, grazie al rilevatore di monossido, hanno accertato una concentrazione potenzialmente letale, che senza un intervento tempestivo avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.
Le tre persone sono state inizialmente trasportate all’ospedale Sant’Andrea, ma vista la gravità dell’intossicazione è stato disposto il trasferimento al San Martino di Genova, dove sono state trattate in camera iperbarica. Il trasferimento è avvenuto con tre ambulanze medicalizzate, provenienti dalla Pubblica assistenza di Vezzano Ligure, Romito Magra e Lerici.
In via precauzionale sono stati monitorati anche gli operatori del 118 intervenuti nell’abitazione, per escludere un’esposizione al gas: le loro condizioni sono risultate buone.
La dinamica è ancora in fase di accertamento, ma secondo le prime ipotesi l’origine del monossido sarebbe legata all’uso di un braciere acceso all’interno della casa, una pratica estremamente pericolosa soprattutto in ambienti chiusi.