Il sindacato contesta l’azzeramento delle ore lavorate, giudicato una scelta ingiusta che colpisce il sistema sanitario.
Roma – La UGL Salute di Macerata esprime profonda preoccupazione e una ferma contrarietà rispetto alla decisione dell’AST di Macerata di cancellare circa 100 ore annue di attività lavorativa aggiuntiva svolta dai medici ospedalieri, giustificando il provvedimento con una rigida e tardiva applicazione del contratto di lavoro.
Si tratta di una scelta inaccettabile, che rischia di scaricare ancora una volta sui professionisti della sanità il peso di una gestione organizzativa carente. Ore di lavoro realmente prestate, spesso in condizioni di emergenza, carenza di personale e forte pressione assistenziale, non possono essere trattate come un semplice errore contabile da azzerare.
Fabio Angeloro, segretario UGL Salute Macerata, sottolinea con forza: “Questa decisione equivale a una vera e propria decurtazione del lavoro svolto. Parliamo di circa 16 giornate lavorative l’anno che vengono sottratte ai medici, senza alcuna responsabilità da parte loro. È un atto che mortifica l’impegno quotidiano dei professionisti e mina ulteriormente la motivazione di chi, nonostante tutto, continua a garantire servizi essenziali alla cittadinanza”.
Angeloro aggiunge: “Il rispetto del contratto non può essere invocato solo quando conviene all’amministrazione. I medici stanno tenendo in piedi il sistema ospedaliero grazie al loro senso di responsabilità e alla disponibilità a coprire turni e carenze strutturali. Colpirli in questo modo significa ignorare completamente la realtà in cui operano”.
La UGL Salute chiede all’AST di Macerata il ritiro immediato del provvedimento e l’apertura di un confronto sindacale serio e trasparente, finalizzato a individuare soluzioni che tutelino i diritti dei lavoratori e garantiscano la continuità dell’assistenza ai cittadini.
“Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie – conclude Angeloro – se non arriveranno risposte concrete e tempestive. I medici non possono essere trattati come una variabile di bilancio: meritano rispetto, riconoscimento e condizioni di lavoro adeguate”.