La vittima si chiamava Carlo Notari, un vigile del fuoco di 29 anni, in servizio da pochi mesi al comando di Trieste.
Belluno – Un pomeriggio di montagna si è trasformato in tragedia tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto. Due valanghe cadute a poche ore di distanza hanno causato la morte di uno scialpinista, il ferimento di un altro e momenti di terrore per almeno altre quattro persone, fortunatamente rimaste illese.
Il bilancio più grave arriva da Casera Razzo, al confine tra le due regioni. Poco dopo le 14 di domenica è scattato l’allarme al numero unico di emergenza 112: una persona aveva assistito alla caduta di una valanga e segnalato uno scialpinista travolto. La slavina, imponente, aveva un fronte di oltre 50 metri e si è staccata a circa 1.800 metri di quota, su un versante nord sotto il Col Merende.
I soccorsi sono partiti immediatamente. In zona era in corso un’esercitazione del Soccorso Alpino di Friuli e Veneto, con unità cinofile specializzate nella ricerca in valanga. Sul posto sono arrivati elicotteri della protezione civile, dei vigili del fuoco e dell’elisoccorso regionale, oltre a guardia di finanza e squadre da terra.
Nonostante lo sforzo imponente e le condizioni meteo difficili, lo scialpinista è stato trovato solo dopo ore di ricerche, sepolto sotto circa un metro di neve. Per lui non c’era più nulla da fare: la vittima si chiamava Carlo Notari, un vigile del fuoco di 29 anni, in servizio da pochi mesi al comando di Trieste.
Poco dopo, una seconda emergenza ha fatto scattare nuovamente i soccorsi: un’altra valanga a Sella Nevea, a circa 2.000 metri di quota, lungo un noto itinerario di scialpinismo. In questo caso a essere travolto è stato un escursionista che si trovava con quattro amici, tutti di nazionalità slovena. I compagni sono riusciti a estrarlo dalla neve prima dell’arrivo dei soccorritori.
L’uomo è rimasto sempre cosciente, ma ha riportato diversi traumi ed era in stato di ipotermia. Dopo essere stato stabilizzato, è stato trasferito prima a Sella Nevea e poi all’ospedale di Udine. Sul posto hanno operato elisoccorso, unità cinofile, guardia di finanza, soccorso alpino e polizia.
Gli incidenti sono avvenuti in un contesto di elevato rischio valanghe. Il bollettino della protezione civile regionale indicava per la giornata un grado di pericolo 3 “marcato” sopra i 1.400 metri, a causa di neve fresca, lastroni da vento e strati fragili nei pendii ombreggiati.
Non è la prima volta che la zona finisce sotto i riflettori: solo martedì scorso, sempre a Sella Nevea, una valanga aveva travolto due scialpinisti croati. In quell’occasione a salvare uno di loro era stato l’airbag, che lo aveva mantenuto in superficie.