Allarme acqua a scuola, sei studenti finiscono in ospedale

Dopo aver bevuto dal rubinetto della palestra accusano malesseri e vengono soccorsi. Attivate l verifiche sanitarie.

Verona – Un episodio improvviso ha fatto scattare l’allarme sanitario in una scuola media di Lugagnano di Sona, dove sei studenti sono stati accompagnati al pronto soccorso dopo aver accusato malesseri insorti poco dopo aver bevuto acqua dal rubinetto della palestra.

I ragazzi, arrivati in ospedale con diversi disturbi, sono stati sottoposti agli accertamenti del caso, facendo emergere il sospetto di una possibile contaminazione dell’acqua all’interno dell’edificio scolastico.

La segnalazione ha attivato immediatamente il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) dell’Ulss 9 Scaligera, guidato dalla dottoressa Elisa Finco, che ha avviato verifiche e controlli mirati all’interno della struttura scolastica per individuare eventuali criticità legate alla rete idrica.

Dalle prime verifiche, tuttavia, non sono emersi elementi tali da confermare problemi sulla distribuzione dell’acqua. Acque Veronesi, la società consortile che gestisce il servizio idrico in 77 comuni della provincia, ha fatto sapere di essere stata informata tempestivamente sia dal Comune sia dall’Ulss 9 e di mantenere un contatto costante con le istituzioni coinvolte per seguire l’evoluzione della situazione.

Secondo quanto comunicato dalla società, i controlli effettuati sulla rete idrica e sulla centrale di zona non hanno evidenziato anomalie. Inoltre, non risultano segnalazioni di disagi analoghi da parte di altri utenti serviti dallo stesso sistema. Anche lo storico delle analisi, condotte con regolarità, confermerebbe il rispetto dei parametri di qualità e sicurezza previsti dalla normativa vigente.

A ulteriore tutela, Acque Veronesi ha comunque disposto, a titolo precauzionale, nuovi campionamenti nella centrale idrica che alimenta l’area, lungo la rete di distribuzione e nel punto di allaccio della scuola. Gli esiti degli esami sono attesi nelle prossime 24-48 ore, passaggio che consentirà di chiarire definitivamente le cause del malessere accusato dagli studenti e di escludere ogni rischio per la comunità scolastica.