Un 38enne, che non accettava la fine della relazione durata appena un anno, ha pedinato e minacciato la donna per mesi.
Venezia – Un vero e proprio assedio psicologico, una pioggia di notifiche che non lasciava tregua nemmeno nel cuore della notte. Fino a duecento messaggi in poche ore, chiamate anonime a ogni ora del giorno e un’ossessione che non si fermava davanti a nessun blocco digitale. È l’inferno vissuto da una donna, vittima di un ex compagno di 38 anni che aveva trasformato la sua vita in un carcere a cielo aperto. L’uomo, già ammonito in passato, è stato raggiunto dai carabinieri a Bibione: ora per lui è scattato il braccialetto elettronico e il divieto assoluto di avvicinarsi o comunicare con lei.
La loro relazione era finita nel novembre 2024, dopo appena un anno, ma per l’uomo il “no” della compagna non esisteva. Da quel momento è iniziata una persecuzione senza fine. La vittima, disperata, le aveva provate tutte: aveva cambiato numero di telefono e chiuso ogni profilo social, ma lo stalker era sempre un passo avanti. Creava nuovi account falsi pur di continuare a molestarla, trasformando ogni momento di silenzio in un nuovo attacco.
Dalle parole si è passati presto ai fatti: la donna ha denunciato pedinamenti sotto casa e minacce di morte, un’escalation di violenza psicologica che l’ha costretta a stravolgere le proprie abitudini e a vivere in uno stato di terrore costante.
Grazie alla querela presentata a ottobre 2025 e alle indagini dei militari, gli inquirenti hanno ricostruito mesi di “persecuzioni”. Le testimonianze raccolte hanno confermato un quadro di condotta persecutoria gravissimo, portando l’autorità giudiziaria a blindare la sicurezza della donna prima che l’ossessione potesse sfociare in tragedia.