Addio cassetta postale! Ma è proprio cosi?

Oltre che fra privati anche nelle università si stanno organizzando corsi per amanuensi per ostacolare il deficit di grafia e grammatica esacerbatosi con l’avvento del web.

Le cassette postali, oggetti in via di estinzione. Prima o poi sarebbe successo, vista l’avanzata della tecnologia che, come una mandria imbizzarrita, sta cancellando tutto quello che appartiene al passato. E’ il caso delle mitiche cassette postali che spiccavano davanti alle case o all’interno dei condomini, in trepida attesa del postino per depositarvi la corrispondenza. E’ una storia che parte da lontano, precisamente nel 1820 a Castel Gandolfo, diventato famoso come residenza estiva dei pontefici.

L’idea nacque da un’esigenza di affidabilità, adattandosi alle esigenze dei cambiamenti storici, fino a diventare un elemento iconico del paesaggio urbano. Nell’immaginario collettivo questo oggetto, ormai quasi sparito, ha rappresentato il simbolo principe della comunicazione e della relazione tra persone. Un cocktail fatto di attesa, sorpresa, legame affettivo, tramite le lettere scritte a mano. Un ponte tra persone e luoghi.

Fino a rappresentare una parte importante della storia sociale della nazione, costituita di mutamenti culturali e tecnici. Ormai le Poste stanno eliminando il servizio di consegna delle lettere, occupandosi solo dei pacchi, vista la diffusione dello shopping online e di altri servizi come quelli finanziari e assicurativi, telefonia e fornitura di energia. L’ultimo Stato in cui si si realizzata la fine della cassetta postale è stato la Danimarca. Secondo alcune stime, negli ultimi 25 anni, nel “Paese delle fiabe” il servizio di spedizione delle lettere è diminuito del 90%, per cui mantenerlo in vita era antieconomico.

Altri Paesi stanno seguendo lo stesso percorso, in Germania, Paesi Bassi, Finlandia, Norvegia, USA e Regno Unito stanno rallentando o eliminando il servizio. D’altronde non poteva che essere così, visto che la corrispondenza cartacea non è più rilevante, mentre il commercio online sta andando a gonfie vele. Ma come si dice “il veleno sta nella coda”, ossia qualsiasi trasformazione sociale non è mai esente da effetti, anche negativi.

Stanno scomparendo ma può darsi che tornino alla grande grazie ai giovani

La Danimarca ha rimosso dal territorio ben 1500 cassette postali, diventate mitiche per il loro colore rosso vivo che si armonizzavano col paesaggio urbano e sono state messe all’asta o date in beneficenza. Tuttavia, sembra, che le lettere non vogliono saperne di sparire del tutto. Resiste un 5% della popolazione, in gran parte anziani o cittadini con disabilità che mostrano difficoltà nell’uso di internet. Ma si sta assistendo ad una piccola rivincita delle lettere da parte dei più giovani, esaltandone la lentezza dell’attesa in contrapposizione alla capillarità dei social e smartphone.

Non si tratta di causalità, ma come ha riportato il “New York Times” (prestigioso quotidiano statunitense), sono sorti molti club “amici di penna”, luoghi di scrittura amanuense e prodotti di cancelleria, la cui promozione sta avvenendo tramite la rete. Un modo interessate dell’uso del web in funzione offline! Finanche nelle Università si stanno organizzando corsi di scrittura a mano per ostacolare il deficit di grafia e grammatica, esacerbatosi con l’avvento del web.

E’ chiaro che questi rigurgiti letterari non bilanciano la caduta verticale del settore, ma segnalano che una piccola parte della popolazione è restia a cancellare un aspetto della propria storia. Non è solo restare legati ad un passato che non c’è più ma, forse, una risposta alla saturazione comunicativa della tecnologia.