Addio a Sharon Maccanico: 15enne travolta da una frana

Confermato il decesso della giovane originaria di Avellino. La comunità irpina si stringe nel dolore dopo giorni di flebile speranza.

Si è spenta l’ultima speranza per Sharon Maccanico, la giovane promessa dell’hip hop internazionale rimasta vittima della tragica frana che mercoledì scorso ha travolto un campeggio a Mount Maunganui, in Nuova Zelanda. La quindicenne, originaria di Avellino, è stata dichiarata morta nelle scorse ore.

L’annuncio ufficiale è arrivato dal Pakūranga College, l’istituto frequentato dalla giovane, che ha diffuso la notizia tramite i propri canali social. La conferma segue di poco la comunicazione della Farnesina, che aveva già segnalato la sospensione delle ricerche attive tra le macerie.

Nella nota diffusa dal Pakūranga College, la scuola esprime il cordoglio per la perdita di Sharon e di un altro studente, Max Furse-Kee, anch’egli travolto dal fango: “Con profonda tristezza condividiamo la scomparsa di due studenti del Pakūranga College nella tragedia del Monte Maunganui. Molti membri dell’istituto sono profondamente colpiti; stiamo lavorando per sostenere la nostra comunità nei giorni e nelle settimane a venire.”

L’istituto ha garantito il massimo supporto psicologico a compagni di classe e docenti, sottolineando come il benessere degli studenti sia la priorità assoluta in un momento così traumatico, avvenuto proprio alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico.

Prima del tragico epilogo, nella mattinata di sabato 24 gennaio, la comunità irpina si era riunita in una veglia di preghiera presso la chiesa della frazione Picarelli, luogo d’origine del padre di Sharon. Un momento di profonda commozione collettiva che, purtroppo, non è bastato a cambiare l’esito di una tragedia che ha colpito duramente due nazioni.

Sharon Maccanico non era solo una studentessa stimata, ma una campionessa internazionale di danza, nota per il talento cristallino e la determinazione che l’avevano portata a distinguersi sui palchi di tutto il mondo. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile tra le due comunità che l’avevano adottata: quella irpina, dove affondano le sue radici, e quella neozelandese, dove stava costruendo il suo futuro.