Pagata una cauzione di 200mila franchi svizzeri. Jacques Moretti resta comunque formalmente indagato, insieme alla moglie Jessica Maric.
È stato rimesso in libertà Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, teatro della devastante strage di Capodanno costata la vita a 40 persone e che ha provocato 116 feriti. A deciderlo è stato il Tribunale delle misure coercitive di Sion, che ha accolto l’istanza di scarcerazione dietro il pagamento di una cauzione di 200mila franchi svizzeri.
Moretti resta comunque formalmente indagato, insieme alla moglie Jessica Maric, per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposi. La libertà è accompagnata da rigide misure cautelari: obbligo di firma periodico e consegna dei documenti di identità, con limitazioni alla libertà di movimento.
La Procura del Vallese, che coordina le indagini sull’incendio scoppiato nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, ha chiarito che l’inchiesta è tutt’altro che conclusa. In una nota firmata dalla procuratrice generale Beatrice Pilloud, è stato precisato che la Procura “si riserva il diritto di estendere l’indagine a tutte le persone la cui responsabilità penale possa essere coinvolta”.
Al momento, tuttavia, gli unici indagati restano i due proprietari del locale, mentre proseguono gli accertamenti sulle condizioni di sicurezza, sulle autorizzazioni e sulle eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza.
Intanto arrivano segnali di speranza dal fronte sanitario. Due dei ragazzi rimasti gravemente feriti nel rogo e trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano sono stati dimessi. A confermarlo è stato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso: “Ho potuto salutare due ragazzi che questa mattina tornano a casa. La prognosi è stata sciolta”.
Si tratta di due studenti milanesi, entrambi iscritti a licei scientifici. Uno era stato trasferito a Milano il 1° gennaio dall’ospedale di Sion, l’altro il 2 gennaio da Losanna. Le loro condizioni sono migliorate, ma – ha precisato Bertolaso – il percorso di guarigione non è concluso: “Dovranno affrontare ancora un lungo iter di riabilitazione e medicazioni. I medici ritengono che tra un paio di settimane possano tornare a scuola”.
Mentre alcune vittime iniziano lentamente il ritorno alla vita quotidiana, Crans-Montana e l’Italia continuano a fare i conti con una tragedia senza precedenti, che ha segnato decine di famiglie e acceso un dibattito internazionale sulla sicurezza nei locali notturni. L’inchiesta giudiziaria prosegue, con l’obiettivo di chiarire come e perché quella notte di festa si sia trasformata in un inferno.