Prosegue l’inchiesta sullo sfruttamento sessuale: arrestata una donna, liberata una vittima e sequestrati locale, conti e contanti.
Trieste – I carabinieri della Compagnia via Hermet hanno dato esecuzione alla perquisizione locale disposta dall’autorità giudiziaria all’interno di un noto centro massaggi sito in città: è stata quindi tratta in arresto una donna (classe ’70) e posto sotto sequestro il locale dove avveniva l’attività di meretricio.
Continua l’attività di repressione dell’odioso fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, cui
sono sottoposte donne di nazionalità cinese, da parte della Sezione Operativa in continuità alle
precedenti attività investigative. La prima fase dell’inchiesta, conclusasi nell’estate 2025, si era
concentrata su due centri massaggi in via Flavia e via San Francesco, dove i carabinieri avevano
raccolto prove schiaccianti documentando l’attività illecita.
L’operazione aveva portato al sequestro preventivo dei locali usati per far prostituire le donne, di cellulari e di denaro contante. La seconda fase, a novembre, era proseguita con un arresto, una denuncia a piede e un ulteriore sequestro di locali: in questo caso era una abitazione utilizzata come “casa di appuntamenti hot”.
Le indagini di polizia giudiziaria, svolte sotto l’attenta direzione del Pm Federico Frezza, sono proseguite e hanno permesso di identificare l’odierna indagata, che sfruttava un’altra donna nell’attività di meretricio “indoor”, all’interno di un locale adibito a centro massaggi.
Ancora una volta, al centro dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Trieste vi è, quindi, lo sfruttamento sessuale di donne cinesi, attirate in Italia da connazionali con la promessa di un lavoro sicuro e successivamente intrappolate in “case d’appuntamenti”, dove erano spesso costrette a vivere in condizioni precarie, private di ogni libertà personale.
Quando è scattato il blitz dei militari dell’Arma, nel dare esecuzione alla perquisizione delegata
dall’autorità giudiziaria, è stata anche identificata e “liberata” una donna di nazionalità cinese: grazie ai collaboratori del progetto di accoglienza “Stella Polare”, realizzato nell’ambito della rete regionale ‘il FVG in rete contro la tratta’, la ragazza è stata accompagnata in località protetta e le è stato offerto di aderire ad un programma di protezione sociale. È stato poi posto sotto sequestro preventivo l’immobile utilizzato per farla prostituire. Durante le attività sono stati sequestrati anche materiale vario, documentazione, quasi 12mila euro in contanti (ritenuti provento dell’attività illecita), oltre a due conti correnti bancari intestati all’indagata.
Infine, al termine delle formalità, l’arrestata è stata condotta al carcere del Coroneo, a disposizione
dell’autorità giudiziaria.