Studente suicida a Latina, sospese preside e due docenti

Tre giorni di stop per la dirigente, meno di una settimana per le insegnanti. Il sindacato denuncia la ricerca di un capro espiatorio.

Fondi – Arrivano le prime sanzioni disciplinari nel caso di Paolo Mendico, il quattordicenne morto suicida l’11 settembre scorso dopo aver subito episodi di bullismo. Oltre alla preside dell’Istituto superiore Pacinotti di Fondi, sono state sospese dall’insegnamento con trattenimento dello stipendio anche due docenti: la vicepreside e la responsabile della succursale di Santi Cosma e Damiano frequentata dal ragazzo, secondo quanto riporta Repubblica.

Le tre sanzioni presentano però differenze significative sia nei tempi che nella durata. Secondo il sindacato DirigentiScuola, alla dirigente scolastica sarebbe stata notificata la sospensione di tre giorni prima ancora dell’arrivo degli ispettori ministeriali, inviati pochi giorni dopo la tragedia. Per le due insegnanti, fermate per qualche giorno in più ma comunque per meno di una settimana, la comunicazione sarebbe invece arrivata a ottobre, dopo il sopralluogo degli emissari del ministro Giuseppe Valditara, ma prima della consegna definitiva della relazione sulle criticità emerse nell’istituto.

Il padre di Paolo non ha nascosto la delusione parlando con Repubblica: “Dovevano licenziarle. Cosa sono tre giorni o una settimana? Sono nulla, e allora meglio che non facevano nulla. Vorrei parlarci io con chiunque abbia preso queste decisioni e non si è reso conto della gravità della situazione”.

Completamente opposta la posizione di DirigentiScuola, che accusa il ministero di aver voluto “individuare un capro espiatorio a ogni costo”. Secondo il sindacato, la prova starebbe proprio nella disparità di trattamento: “La contestazione alla dirigente, con una sanzione già scritta, è stata avviata dopo poche ore dal tragico epilogo sulla semplice scorta di notizie di giornale; quella ai docenti, parimenti infondata, dopo la consegna della relazione ispettiva”.

Il punto più critico, secondo il sindacato, è la diffusa “percezione aberrante di una responsabilità della scuola continua ed estesa anche a quanto accade nella sfera privata e ad anno scolastico nemmeno iniziato”.

Parallelamente alle verifiche del ministero dell’Istruzione, proseguono due indagini della magistratura per istigazione al suicidio: quella della Procura di Cassino contro ignoti e quella della procura dei minorenni di Roma che vede indagati quattro compagni di classe della vittima.