Otto anni a ex volontario: abusò di donne disabili

Le violenze scoperte per caso grazie alle fototrappole anti-rifiuti. L’uomo, di 69 anni, aveva confessato davanti al Gip.

Prato – Una condanna a otto anni di carcere chiude – almeno in primo grado – una vicenda scioccante. Un ex volontario dell’associazione Auser, di 69 anni, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale ai danni di tre donne disabili, tra cui una minorenne, che accompagnava ai centri diurni nell’ambito del servizio sociale svolto per conto dell’associazione Filo d’Argento.

Il processo si è svolto con rito abbreviato. Il pubblico ministero Elena Marcheschi aveva chiesto dieci anni di reclusione, ma il giudice Francesca Del Vecchio ha deciso per una pena leggermente inferiore. L’uomo, già detenuto, era assistito dall’avvocato Viola Assirelli. Non è stata invece accolta, perché ritenuta tardiva, la richiesta di Auser di costituirsi parte offesa.

La vicenda, come ricostruisce La Nazione, era venuta alla luce nel gennaio dello scorso anno, quando il gip, su richiesta della Procura, aveva disposto l’arresto del pensionato. L’uomo era stato immediatamente allontanato dall’incarico già al momento della perquisizione.

Ciò che rende il caso ancora più inquietante è il modo in cui gli abusi sono stati scoperti: per puro caso. Le fototrappole installate dall’azienda Alia per contrastare l’abbandono dei rifiuti hanno ripreso scene inequivocabili all’interno del furgoncino dei servizi sociali, parcheggiato sotto un cavalcavia della tangenziale. Gli agenti della polizia municipale, intenti a individuare i responsabili degli scarichi illegali, si sono trovati davanti immagini agghiaccianti.

Da lì è partita la segnalazione alla Procura e l’indagine della Squadra Mobile, che ha portato rapidamente all’identificazione dell’autista e poi dell’imputato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 69enne si sarebbe appartato con due delle vittime il 28 novembre e il 5 dicembre 2024, approfittando della loro condizione di vulnerabilità.

Davanti al Gip, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’uomo aveva ammesso i fatti: “Non so cosa mi sia preso; è vero, gli episodi ci sono stati, aveva dichiarato chiedendo scusa alle vittime.