Omicidio Verzeni, Sangare abbandona l’aula: “Mi sono giudicato innocente”

L’imputato interrompe l’arringa del difensore e chiede di tornare in carcere. Il legale ne chiede l’assoluzione. Sentenza attesa per il 19 gennaio.

Bergamo – Colpo di scena durante l’udienza del processo per l’omicidio di Sharon Verzeni, la barista trentatreenne uccisa a coltellate nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola. Moussa Sangare, l’uomo accusato del delitto, ha improvvisamente interrotto l’arringa del proprio avvocato Giacomo Maj davanti alla Corte d’Assise di Bergamo, chiedendo di lasciare l’aula e rientrare nel penitenziario.

Dopo circa trenta minuti di arringa difensiva, Sangare è sbottato dichiarando: “Non capisco cosa stia dicendo, sembra che mi stia implicando. Non voglio stare a sentire queste parole contro di me quando io mi sono già giudicato innocente. Per questo non ha senso stare qui”. Una presa di posizione che ha sorpreso i presenti, considerato che l’avvocato stava formulando una richiesta di assoluzione per insussistenza del fatto, basandosi sulle ultime dichiarazioni rese dall’assistito.

La strategia difensiva segna una netta inversione rispetto alle ammissioni iniziali: dopo l’arresto, Sangare aveva confessato per ben tre volte di aver ucciso la giovane donna che quella notte era uscita semplicemente per una passeggiata. Ora il legale fonda la richiesta assolutoria proprio sul ripensamento del proprio assistito.

All’uscita dall’aula, Bruno Verzeni, padre della vittima, ha liquidato il comportamento dell’imputato come “una sorta di teatrino”. Presenti come sempre i genitori, gli zii e il compagno Sergio Rucco. L’avvocato Luigi Scudieri, che rappresenta la famiglia come parte civile, ha commentato: “Ho sempre pensato che l’ergastolo fosse la pena giusta. Oggi, dopo avere sentito le argomentazioni della difesa, penso che sia l’unica pena giusta. Certamente Sangare non è un soggetto meritevole di attenuanti. Non è mai stata una confessione, è stata un’ammissione una volta che i carabinieri lo misero di fronte alle proprie responsabilità”.

Il verdetto è previsto per domenica 19 gennaio.