Trattori in corteo contro il Mercosur, traffico in tilt

Agricoltori da tutta Italia in piazza per protestare contro il trattato di libero scambio tra Unione europea e Paesi del Sudamerica.

Milano – Alza il tiro la “protesta dei trattori” contro l’accordo sul Mercosur, il trattato di libero scambio tra Unione europea e Paesi del Sudamerica che dovrebbe essere firmato lunedì prossimo a Bruxelles. In piazza Duca d’Aosta sono arrivati agricoltori e allevatori da diverse regioni d’Italia, con decine di mezzi che hanno sfilato in corteo nel cuore della città, bloccando il traffico.

Tra i partecipanti anche un centinaio di mezzi provenienti dal Piemonte, entrati in città per unirsi alla mobilitazione nazionale promossa dal Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani (Coapi), insieme ad altre sigle del mondo agricolo. Un presidio rumoroso, tra clacson, sirene e bandiere tricolori, che ha attirato l’attenzione di cittadini e automobilisti.

Al centro della protesta c’è la forte contrarietà al Mercosur, considerato dagli agricoltori un accordo che rischia di penalizzare il settore primario italiano. Secondo i manifestanti, l’intesa favorirebbe l’ingresso sul mercato europeo di prodotti a basso costo, realizzati con standard ambientali e sanitari inferiori a quelli imposti agli agricoltori europei, con conseguenze dirette sui redditi e sulla qualità del cibo.

I trattori si sono concentrati davanti alla sede del Consiglio regionale lombardo, bloccando il traffico in diverse zone. In alcuni punti sono state scaricate balle di fieno in segno di protesta. “Diciamo no a un accordo che non tutela la sovranità alimentare e il made in Italy”, spiegano gli organizzatori, che chiedono regole chiare, controlli efficaci e prezzi equi sia per i produttori sia per i consumatori.

La mobilitazione, assicurano i promotori, non si fermerà a Milano. Con la firma dell’accordo sempre più vicina, il mondo agricolo annuncia nuove iniziative per far sentire la propria voce contro quello che viene definito un trattato che “favorisce la speculazione e mette in difficoltà agricoltori e cittadini, in Europa come in Sudamerica”.