Il 42enne di Schio era scomparso il 27 dicembre. Il corpo è stato individuato sotto Punta Favella grazie alle tracce di ciaspole.
Schio – Si è conclusa nel modo più tragico la ricerca di Simone Dal Bon, il quarantaduenne di Schio scomparso dal 27 dicembre scorso. Il corpo dell’uomo è stato ritrovato in un canale innevato sotto Punta Favella, nel gruppo del Pasubio, sul versante veneto delle Piccole Dolomiti.
Secondo le prime ricostruzioni delle autorità competenti, ancora in fase di analisi, Dal Bon sarebbe precipitato per oltre 150 metri lungo un vaio innevato e ghiacciato. Una caduta che non gli ha lasciato scampo in un ambiente caratterizzato da condizioni estremamente difficili e pericolose.
La svolta nelle ricerche è arrivata grazie all’intuizione di una squadra di terra del Soccorso alpino e speleologico che ha individuato alcune tracce di ciaspole che a un certo punto si interrompevano bruscamente. Un elemento che ha subito destato sospetti e richiesto un intervento immediato dall’alto.
Un successivo sorvolo dell’elicottero ha permesso di localizzare il corpo di Dal Bon nel canale sottostante, in una zona particolarmente impervia e praticamente irraggiungibile a piedi. L’ambiente ostile ha reso necessario l’intervento dell’elicottero dei Vigili del fuoco di Venezia per il recupero della salma.
Le ricerche di Simone Dal Bon erano iniziate subito dopo la denuncia di scomparsa presentata dai familiari. Nei primi giorni le operazioni si erano concentrate nell’ambiente urbano, nella convinzione che l’uomo potesse trovarsi ancora in città o nelle immediate vicinanze.
La svolta era arrivata sabato 3 gennaio, quando l’automobile del 42enne era stata ritrovata parcheggiata al Pian delle Fugazze, località situata tra Trentino e Veneto. Un ritrovamento che aveva immediatamente spostato il focus delle ricerche in montagna, facendo temere il peggio data la stagione invernale e le condizioni meteorologiche avverse.
Da quel momento squadre del Soccorso alpino, vigili del fuoco e volontari avevano setacciato la zona, battendo sentieri e versanti nella speranza di trovare tracce dell’escursionista scomparso.
Le operazioni di recupero, coordinate dalle autorità competenti, si sono rivelate particolarmente complesse a causa dell’ambiente estremamente impervio in cui giaceva il corpo. Dopo aver ottenuto il nullaosta necessario, l’elicottero dei vigili del fuoco di Mestre con a bordo personale specializzato del soccorso alpino ha potuto procedere al recupero della salma.
Il corpo è stato trasportato sul piazzale del Rifugio Balasso. Sebbene le indagini siano ancora in corso per ricostruire con esattezza quanto accaduto, l’ipotesi più accreditata è quella di una tragica fatalità. Dal Bon, equipaggiato con le ciaspole per un’escursione invernale, avrebbe perso l’equilibrio scivolando lungo il pendio innevato e ghiacciato per oltre 150 metri.
Una caduta di tale portata, in un ambiente caratterizzato da rocce, ghiaccio e neve, non avrebbe lasciato alcuna possibilità di sopravvivenza. Le autorità stanno comunque procedendo con tutti gli accertamenti del caso per escludere altre ipotesi e confermare la dinamica dell’incidente.