Giuseppe Vadalà: “Ci sono ora 60 giorni per inviare a Palazzo Chigi un documento sulla situazione e un piano d’azione per la bonifica”.
Roma – Nel Consiglio dei Ministri del 19 febbraio, il governo è corso ai ripari dopo la tirata d’orecchi della Corte europea dei diritti dell’uomo. Il 30 gennaio la CEDU aveva condannato l’Italia per i ritardi nella bonifica e la mancata protezione di circa 3 milioni di cittadini. Nella sentenza, il tribunale europeo aveva anche stabilito 3 obblighi per l’Italia. Entro 2 anni dalla sentenza, l’Italia dovrà preparare una strategia complessiva per affrontare la situazione della Terra dei Fuochi, creare un meccanismo di monitoraggio indipendente e stabilire una piattaforma pubblica per informare la cittadinanza.
Per il Generale Giuseppe Vadalà, nominato dal governo Commissario unico della Terra dei Fuochi dopo la condanna inflitta a fine gennaio all’Italia dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per i ritardi nella bonifica e la mancata protezione dell’area compresa tra Napoli e Caserta, che conta circa tre milioni di cittadini, “ora ci sono ora 60 giorni per inviare a Palazzo Chigi una relazione sulla situazione della Terra dei Fuochi e un piano d’azione per accelerare la bonifica“. Ha portato a termine la bonifica di 78 discariche abusive in sette anni, da Commissario Unico per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale.
”Entro dicembre 2025 – dichiara all’Adnkronos – ne saranno portate a compimento altre tre. Erano retaggio di sversamenti irregolari dagli anni ’80. Di queste discariche, 14 erano collocate nella Regione Campania, abbiamo lavorato con l’ente regionale e con i Comuni, abbiamo già lavorato con gli enti territoriali di tutte le regioni, il risultato è sempre frutto di un lavoro di squadra”. ‘La Regione Campania ha individuato 5 siti, su cui è stata fatta la caratterizzazione, si inizia a lavorare da subito, in attesa della ricognizione generale tra Napoli e Caserta”, spiega il Commissario indicando anche quale sia una delle priorità, ossia la riperimetrazione del Sin (Sito di interesse nazionale) di Giugliano (Napoli): ”Il Sin è un’area molto vasta, sono parecchi anni che si deve procedere alla perimetrazione, ma è una delle priorità da affrontare”.
Il Commissario, in visita con una delegazione della Commissione parlamentare Ecomafie al Real Sito di Carditello, ha spiegato che la dotazione finanziaria a disposizione sarà consistente per la bonifica dei 5 siti e che si dovrebbe partire entro la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Dalla recente polemica tra l’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa e quello attuale, Gilberto Picchetto Fratin sulle misure in atto per bonificare la Terra dei Fuochi, sono emerse nuove cifre. Sequestrate nove aziende e dodici veicoli usati per lo sversamento illegale di rifiuti, denunciate venti persone ed emesse sanzioni amministrative per oltre 250mila euro. Sono questi i numeri raggiunti, nelle ultime settimane, dall’Esercito impiegato nell’operazione Terra dei Fuochi, nelle province di Napoli e Caserta. Questi risultati sono stati ottenuti anche grazie all’attività di raccolta di informazioni mediante l’analisi di fotografie e filmati aerei provenienti dai droni (Raven e Strix).
Nel frattempo la cittadinanza si muove. Nei giorni scorsi c’è stato un flash mob in piazza del Plebiscito, a Napoli, delle associazioni Acli, Agesci, Arci, Azione cattolica, Legambiente e Libera, promotrici della campagna nazionale “Ecogiustizia subito – in nome del popolo inquinato” per chiedere “verità, giustizia e bonifiche immediate per la Terra dei Fuochi”. Le associazioni hanno consegnato al prefetto di Napoli la lettera, destinata contemporaneamente anche al ministro dell’Ambiente, al commissario unico nazionale per la bonifica in Terra dei fuochi, al presidente della Regione Campania e al prefetto di Caserta, in cui riassumono le loro richieste a partire dalla definizione di “una strategia volta a garantire un intervento sistematico, coordinato e globale sulla Terra dei Fuochi”.
I rappresentanti delle associazioni hanno ricordato che “la recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo rappresenta una svolta fondamentale: costituisce una sentenza pilota che impone un cambio di rotta per il territorio della Terra dei Fuochi, troppo a lungo abbandonato e vittima di ingiustizie ambientali e sociali. Chiediamo pertanto che venga avviato un percorso partecipato, nelle forme e nei tempi indicati dalla sentenza, per garantire l’effettiva e immediata attuazione delle misure indicate dalla Cedu e promuovere una nuova stagione di impegno istituzionale e civico nei territori più colpiti dai fenomeni d’inquinamento. È necessario che si lavori con celerità per far partire le bonifiche in questi territori feriti per troppi anni dagli ecomafiosi e dai trafficanti di rifiuti. È ora che anche per la Terra dei Fuochi soffi il vento dell’ecogiustizia. Per lo Stato italiano è tempo di assumersi le proprie responsabilità e di passare ai fatti per dare un nuovo futuro a questi territori”.