Zoe Trinchero era viva quando è stata gettata nel canale

I primi riscontri autoptici rivelano un trauma da precipitazione. La 17enne sarebbe stata picchiata e poi lanciata nel corso d’acqua.

Nizza Monferrato – Zoe Trinchero era ancora viva quando è stata scaraventata nel canale. È questa la drammatica verità che emerge dai primi accertamenti del medico legale Alessandra Cicchini sul corpo della diciassettenne uccisa la sera del 6 febbraio scorso. La causa del decesso sarebbe un trauma da precipitazione.

Secondo la ricostruzione investigativa, la giovane sarebbe stata aggredita e colpita ripetutamente da Alex Manna, 20 anni, e successivamente gettata nell’acqua mentre si trovava probabilmente in stato di incoscienza ma non ancora morta. Il giovane si trova ora in carcere con l’accusa di omicidio.

Raccapriccianti i dettagli emersi dalle testimonianze raccolte nel corso della trasmissione Storie Italiane. I due amici che hanno scoperto il cadavere hanno raccontato come Manna abbia inscenato una vera e propria recita davanti a loro per depistare i sospetti.

L’abbiamo trovata nel canale, c’era molta acqua. Sul terreno erano sparsi il cellulare, gli occhiali e le sigarette. Siamo scesi immediatamente e l’abbiamo spostata perché aveva il viso nell’acqua, ma era già chiaro che non c’era più nulla da fare”, hanno riferito i ragazzi.

Il comportamento del presunto assassino è stato descritto nei minimi particolari: Alex si è buttato su di lei piangendo disperato, gridava che era colpa sua per non averla salvata, per averla lasciata sola. Noi ci siamo fidati, sembrava sincero. Tremava, appariva lucido ma sconvolto”.

Ma c’è di più. Manna avrebbe immediatamente deviato l’attenzione puntando il dito contro un ragazzo di colore presente nella zona, che ha rischiato il linciaggio prima che i carabinieri lo portassero via dalla folla inferocita.

Sul corpo della vittima erano evidenti segni di violenza: “Aveva lesioni sul volto e sembrava gonfia, forse aveva battuto la testa cadendo”, hanno aggiunto i testimoni.

Dalle indagini emerge anche che due settimane prima dell’omicidio, il ventenne avrebbe già cercato un approccio con Zoe. Un particolare che potrebbe essere determinante per ricostruire il movente dell’aggressione e comprendere la dinamica degli eventi che hanno portato alla morte della ragazza.