Identificate 240 persone, di cui 70 con precedenti. Disposto anche il divieto di ritorno per un cittadino denunciato per tentata truffa agli anziani.
Viterbo – Nel decorso fine settimana, il personale della polizia di Stato della Questura ha svolto un servizio rinforzato di controllo del territorio, con l’ausilio di un’unità cinofila, che ha interessato, nello specifico, le aree più critiche della città, quali quelle di Viale Trento, San Faustino, del Sacrario e zone limitrofe.
L’attività espletata, ad “alto impatto”, è stata disposta dal Questore in attuazione delle determinazioni espresse dal Prefetto, in aggiunta all’ordinario apporto garantito quotidianamente nell’arco delle ventiquattro ore dalle pattuglie della Squadra Volanti ed ha avuto, quale obiettivo, la prevenzione ed il contrasto delle diverse forme di illegalità, al fine di garantire al meglio la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica nel capoluogo.
In particolare, è stata assicurata una vigilanza serrata della zona e sono stati effettuati diversi controlli. Nel corso dei controlli, tre soggetti sono stati denunciati per violenza o minaccia a pubblico ufficiale e sanzionati per ubriachezza manifesta e raggiunti da ordini di allontanamento.
All’esito del servizio, cui hanno preso parte le varie articolazioni della Questura, sono stati identificati, complessivamente, nr. 240 soggetti di cui nr. 70 gravati da precedenti di polizia. Le verifiche sono stati estese, con l’impiego di poliziotti della Divisione polizia Amministrativa della Questura anche a nr. 5 esercizi pubblici situati nell’area, di cui 2 bar e 3 minimarket, oltre ai relativi avventori. Nell’occasione, non sono state riscontrate irregolarità.
Nel medesimo contesto operativo, la Divisione polizia Anticrimine ha avviato una puntuale istruttoria nei confronti di un cittadino extracomunitario, denunciato dalla Squadra Mobile poiché resosi responsabile di una tentata truffa in danno di anziani.
Nei confronti dell’uomo, residente in un’altra provincia, il Questore ha adottato la misura di prevenzione del divieto di ritorno nel Comune per la durata di due anni.