Violenza sulle donne, Nordio: “Al lavoro per braccialetto elettronico più efficace”

Il Guardasigilli parla di un sistema ha mostrato alcune difficoltà”. Poi ha aggiunto: “Non vogliamo introdurre nuovi reati e nuove pene”.

Roma – Migliorare l’efficacia del braccialetto elettronico come strumento di protezione contro la violenza sulle donne. è l’obiettivo del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che durante il question time al Senato ha dichiarato: “Stiamo lavorando di concerto con la Polizia per rendere realmente efficace questo sistema che effettivamente ha mostrato alcune difficoltà”. Già con il decreto giustizia varato dal Consiglio dei ministri giorni fa era stata ulteriormente potenziata l’efficacia dell’utilizzo dei “braccialetti elettronici come strumento di controllo delle misure cautelari”, come aveva detto il ministro alle Pari Opportunità Eugenia Roccella. Sono state esplicitate, aveva spiegato, “le procedure di accertamento che la polizia giudiziaria deve compiere per verificare il corretto funzionamento dello strumento per ogni singolo caso, imprimendo un’accelerazione con la fissazione a 48 ore del termine entro cui questi accertamenti devono essere compiuti”. 

Ora Nordio sottolinea la necessità di intervenire sui limiti tecnologici del dispositivo, soprattutto in situazioni dove la distanza tra vittima e aggressore può essere coperta in pochi minuti. “Soprattutto – ha rilevato Nordio – vista la distanza ravvicinata tra la potenziale vittima e il potenziale aggressore, che oggi è colmabile in pochi minuti, mentre il braccialetto manda un ‘warning‘ che molto spesso è insufficiente”. Il Guardasigilli ha inoltre escluso l’introduzione di nuovi reati o pene più severe, ribadendo la priorità della prevenzione. “Non abbiamo intenzione di introdurre nuovi reati e nuove pene”, ha precisato, aggiungendo che lo Stato deve agire “in senso deterrente ma soprattutto in via preventiva”.

Nordio ha definito la violenza contro le donne un problema “lacerante e doloroso, quasi sacrilego”, evidenziando comunque un “buon livello di repressione penale” raggiunto finora. L’approccio preventivo, secondo il ministro, è la chiave per affrontare in maniera più efficace questo fenomeno, sempre più al centro del dibattito pubblico e delle politiche di sicurezza. Due mesi fa il malfunzionamento dei braccialetti elettronici era finito sotto accusa. Una prima volta era finito al centro di una interrogazione parlamentare di Avs dopo il caso di femminicidio avvenuto a Torino dove un uomo portatore di braccialetto elettronico aveva ucciso a coltellate l’ex moglie, Roua Nabi di 34 anni. Si era scatenata la polemica. Luana Zanella chiese conto del funzionamento dei braccialetti elettronici.

Il sottosegretario all’Interno, Emanuele Prisco, chiarì che “presso il Viminale è operativo da alcuni mesi un gruppo di lavoro interforze, con la partecipazione anche del ministero della Giustizia”. “Premesso che in tutti i casi accertati di malfunzionamento si provvede alla loro sostituzione, nell’ambito del suddetto tavolo tecnico – afferma Prisco – sono state comunque individuate possibili soluzioni tecniche migliorative relativamente a criticità riconducibili alla connessione di rete e ai tempi di attivazione e disattivazione dei dispositivi, che sono state richieste al fornitore”. Poi Alleanza Verdi Sinistra aveva presentato una nuova interrogazione parlamentare a firma di Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs in commissione Affari costituzionali della Camera e dalla capogruppo Luana Zanella.

Il braccialetto elettronico

“Ancora un caso di un braccialetto elettronico che non funziona. A Roma una maestra di 28 anni, stuprata dall’uomo che diceva di amarla, sequestrata e picchiata per mesi, poi stalkerizzata quando l’ha lasciato, oggi ha paura: quell’ uomo da tre anni ha un braccialetto elettronico alla caviglia che tuttavia non funziona, come ha denunciato la vittima e la onlus ‘Don’t worry’ e che la sostiene da tre anni”, avevano sottolineato. “Tra i temi approfonditi dal gruppo di lavoro – aveva detto Prisco – vi è stato anche quello relativo alla predisposizione di linee guida per gli operatori delle Forze di polizia e in particolare per il personale preposto alla gestione del sistema di monitoraggio in questione. Assicuro il costante impegno del Governo e delle strutture competenti a rendere sempre più efficaci gli strumenti di prevenzione, in primo luogo il braccialetto elettronico, per fare in modo che le Forze di Polizia intervengano tempestivamente rispetto a ogni situazione di rischio o pericolo per le potenziali vittime”.

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