Violenza sessuale, il Senato valuta modifiche

Al Senato prende forma una revisione del ddl: la relatrice Giulia Bongiorno propone l’introduzione del “consenso riconoscibile”.

Roma – Il disegno di legge sulla violenza sessuale, già approvato alla Camera, sta subendo nuove modifiche durante l’esame al Senato. La relatrice Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia, ha annunciato l’intenzione di introdurre nel testo il principio del “consenso riconoscibile”: non solo la necessità del consenso, ma la sua chiara manifestazione, tale da permettere all’altra persona di comprenderlo in modo inequivocabile e coerente con il contesto.

Il provvedimento approderà in aula il 10 febbraio. Nonostante il via libera bipartisan ottenuto a Montecitorio, a Palazzo Madama sono in corso ulteriori approfondimenti dopo le audizioni delle ultime settimane. Bongiorno ha spiegato che la sua proposta mira a colmare un vuoto interpretativo, rendendo più chiaro quando un rapporto possa considerarsi realmente volontario.

Tra le modifiche allo studio c’è anche una distinzione più precisa tra le diverse tipologie di violenza sessuale: da un lato gli atti compiuti tramite costrizione o minaccia, dall’altro quelli determinati dall’assenza di consenso. Due fattispecie che, nelle intenzioni della relatrice, dovrebbero prevedere sanzioni differenziate, mantenendo pene più severe per i casi con violenza esplicita e definendo meglio le situazioni considerate di minore gravità.

Sul fronte politico, la senatrice del Partito Democratico Valeria Valente ha espresso apertura verso eventuali aggiustamenti, purché non venga alterato l’impianto centrale del provvedimento. Il Pd, ha spiegato, considera il testo uscito dalla Camera un buon punto di partenza, ma non esclude modifiche mirate se utili a rafforzarne l’efficacia.