È il nodo al centro del dibattito sul nuovo Decreto End of Waste sul legno, attualmente in fase di consultazione.
I residui delle potature del verde urbano, oggi classificati in Italia come rifiuti, potrebbero finalmente essere riconosciuti per ciò che realmente sono: una risorsa rinnovabile da valorizzare energeticamente. È questo il nodo al centro del dibattito sul nuovo Decreto End of Waste sul legno, attualmente in fase di consultazione.
Secondo AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali, si tratta di uno dei paradossi più evidenti dell’economia circolare nazionale: materiali legnosi derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato, perfettamente coerenti con gli obiettivi della transizione energetica, vengono ancora trattati come rifiuti anziché come sottoprodotti riutilizzabili.
La biomassa legnosa proveniente da potature è infatti una fonte:
- rinnovabile
- tracciabile
- già disponibile sul territorio
Tuttavia, interpretazioni normative disomogenee hanno negli anni ricondotto questi materiali nell’ambito della disciplina dei rifiuti, generando criticità economiche, ambientali e gestionali per operatori e amministrazioni.
In questo contesto, la procedura di End of Waste rappresenta una soluzione chiave per stabilire quando un materiale cessa di essere rifiuto e può essere reimmesso nel ciclo produttivo, garantendo certezza giuridica e favorendo il recupero energetico.
Lo schema di decreto predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica mira proprio a definire criteri nazionali chiari per la cessazione della qualifica di rifiuto dei materiali a base di legno. Un passaggio atteso dall’intera filiera, ma la cui efficacia dipenderà dalla qualità tecnica e dall’applicabilità concreta delle regole.
AIEL ha partecipato alla consultazione pubblica con un pacchetto di osservazioni tecniche, sottolineando il rischio che norme troppo rigide o imprecise possano:
- ostacolare il recupero dei materiali
- creare distorsioni di mercato
- favorire pratiche elusive e concorrenza sleale
“I residui legnosi derivanti dalla manutenzione del verde urbano non possono continuare a essere considerati un problema da smaltire: sono una risorsa energetica rinnovabile”, ha dichiarato Matteo Favero, responsabile Area biocombustibili di AIEL.
Favero evidenzia come, soprattutto nell’attuale contesto globale, la sicurezza energetica sia un elemento strategico per la stabilità economica e sociale. Il nuovo decreto potrebbe quindi rappresentare un passaggio decisivo, a patto che introduca criteri tecnicamente corretti, proporzionati e realmente applicabili.
L’obiettivo è trasformare un’anomalia normativa in una opportunità concreta: valorizzare il legno urbano come fonte energetica sostenibile, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e rafforzare un modello di sviluppo basato su economia circolare e innovazione ambientale.