Controlli congiunti di polizia locale e Guardia di Finanza: su 108 lavoratori 26 posizioni sono risultate irregolari.
Varese – Prosegue incessante l’impegno della Guardia di Finanza e della polizia locale, volto alla tutela della sicurezza urbana e della legalità economico-finanziaria, nonché alla prevenzione e alla repressione delle violazioni in materia di lavoro sommerso. Nei giorni scorsi, anche con il supporto della SIAE e dei funzionari dell’ATS Insubria, sono stati effettuati numerosi controlli congiunti, mediante l’impiego di pattuglie sia in abiti civili che in uniforme.
Le attività ispettive hanno interessato il centro cittadino e l’hinterland varesino, consentendo di sottoporre a verifica complessivamente n. 14 esercizi pubblici, tra cui noti locali della movida e circoli culturali diffusi nei quartieri periferici.
Nel corso degli accertamenti, sono stati identificati nr. 108 lavoratori e sono state rilevate le seguenti violazioni:
- n. 18 lavoratori in nero, di cui 3 minorenni;
- n. 8 lavoratori irregolari;
- n. 10 diverse inosservanze alla disciplina di settore, tra cui l’omessa esposizione della documentazione obbligatoria, la mancata messa a disposizione degli apparecchi per la rilevazione del tasso alcolemico, la mancanza delle prescrizioni di sorvegliabilità previste dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e la mancata autorizzazione per lo svolgimento di eventi pubblici.
Nel corso delle verifiche, i funzionari dell’ATS hanno inoltre accertato difformità urbanistico-amministrative e imposto prescrizioni igienico-sanitarie per ripristinare la salubrità e la fruibilità dei luoghi. Gli accertamenti, eseguiti presso diverse attività economiche operanti nel settore della ristorazione con somministrazione, hanno consentito di far emergere diffuse irregolarità sotto il profilo lavoristico e sanitario, delineando un quadro di inosservanza delle normative poste a tutela dei lavoratori e dei consumatori.

In due casi eclatanti è stato richiesto, al competente Ispettorato Territoriale del Lavoro, un provvedimento di sospensione delle attività: presso un esercizio in cui sono stati identificati dieci dipendenti, oltre la metà dei lavoratori era stato impiegato in nero; in un secondo caso, individuati oltre 30 dipendenti, circa il 30 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risultava occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.
In entrambi i casi il datore di lavoro ha inteso assolvere prontamente la sanzione amministrativa prevista, per consentire il prosieguo delle attività commerciali, nelle more di sanare tutte le posizioni irregolari e assumere i lavoratori trovati intenti a prestare la loro opera in nero.
Complessivamente, le sanzioni amministrative elevate ammontano a € 88.660, a conferma della rilevanza delle irregolarità riscontrate nel corso delle attività ispettive.