L’allarme, i soccorsi immediati e il recupero di una vittima dalle macerie. Tre feriti non gravi, verifiche sulle cause.
Verona – Una violenta deflagrazione ha trasformato in un cumulo di macerie una palazzina residenziale a Prun, frazione di Negrar, nel tardo pomeriggio di ieri. Erano da poco passate le 18 quando l’edificio è stato investito dall’esplosione che ne ha compromesso irrimediabilmente la stabilità, provocandone il collasso.
I primi a dare l’allarme sono stati alcuni presenti, che hanno contattato i vigili del fuoco. Sotto le macerie è stato recuperato il corpo senza vita di Bruno Savoia, 67 anni. Altre tre persone, due uomini e una donna, sono rimaste ferite ma non risultano in pericolo di vita. Due di loro sono state trasferite all’ospedale di Borgo Trento, mentre la terza è stata condotta al centro grandi ustioni di Trento.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i mezzi di soccorso con ambulanza infermierizzata, automedica e ulteriori unità sanitarie; è stato inoltre richiesto il supporto dell’elicottero del Suem 118. Le prime verifiche indicano come possibile causa dello scoppio una bombola di gas. L’edificio, articolato su tre piani oltre a una mansarda, sarebbe stato interessato dall’esplosione al primo piano, con un effetto domino che ha portato al cedimento dell’intera struttura.
Bruno Savoia, nato nel 1957, era un pensionato noto nella frazione per la sua attività commerciale svolta in passato. Nell’appartamento si trovavano anche la moglie, il figlio e il cognato, tutti rimasti feriti. Il sindaco di Fausto Rossignoli ha espresso sgomento per quanto accaduto, sottolineando come Savoia fosse una figura molto conosciuta a Prun e come, alla luce delle condizioni dell’edificio dopo il crollo, la sopravvivenza degli altri occupanti rappresenti un evento limite.
Le indagini sono ora concentrate sull’accertamento delle responsabilità e sulla messa in sicurezza dell’area.