I legali di Lorena Venier, la 61enne che ha confessato di aver ucciso il figlio Alessandro con la complicità della nuora, puntano sulla fragilità mentale della donna.
Udine – Nuovi sviluppi sull’omicidio di Gemona del Friuli. Gli avvocati di Lorena Venier, l’infermiera 61enne in carcere per l’omicidio e lo smembramento del figlio Alessandro Venier, 35 anni, hanno deciso di nominare due consulenti – uno psicologo e uno psicoterapeuta – per analizzare a fondo le condizioni psichiche della loro assistita.
Gli avvocati Giovanni De Nardo ed Emanuele Sergo, riporta il Messaggero Veneto, intendono infatti chiedere una perizia psichiatrica per valutare lo stato mentale della donna e ricostruire le dinamiche familiari, compresi i rapporti con il figlio, la sua compagna Mailyn Castro Monsalvo – anch’essa indagata e detenuta – e la nipotina di pochi mesi.
«La signora Venier – hanno dichiarato i difensori – ha fornito piena collaborazione, offrendo elementi che, se approfonditi, potranno fare luce su una vicenda complessa e dai molteplici risvolti. La sua condizione psichica è fragile e necessita di valutazioni cliniche accurate».
Secondo quanto emerso, dietro al delitto vi sarebbe un contesto familiare teso e segnato da episodi di violenza. La sera del 25 luglio, giorno dell’omicidio, Lorena avrebbe sedato il figlio con iniezioni di insulina, mentre sarebbe stata Mailyn – secondo quanto dichiarato durante gli interrogatori – a soffocarlo con dei lacci da scarpe. Successivamente, il corpo sarebbe stato fatto a pezzi con un seghetto, circostanza confermata dagli accertamenti tecnici dei Ris di Parma, e poi collocato in un bidone ricoperto di calce viva. Restano invece in attesa gli esami tossicologici, che dovranno chiarire le cause effettive della morte.