Trovata senza vita in un edificio dismesso, indagini aperte

La donna aveva circa trent’anni e nessun documento con sé. Le ferite sul corpo rafforzano l’ipotesi di un omicidio.

Catania – Un ritrovamento inquietante ha scosso la città, aprendo un nuovo fronte investigativo su una morte ancora avvolta da molti interrogativi.

Il corpo senza vita di una donna è stato scoperto all’interno di un edificio dismesso. L’identità della vittima non è stata ancora accertata e, secondo informazioni raccolte da Fanpage.it, sul cadavere sarebbero state riscontrate lesioni compatibili con un decesso violento. L’area finita sotto la lente degli inquirenti si trova in via Domenico Tempio, una zona da tempo segnata dal degrado e dall’abbandono. Non si esclude che la donna vivesse in condizioni di marginalità e che utilizzasse quegli spazi come riparo notturno.

Gli edifici abbandonati della zona sono infatti frequentati da persone senza fissa dimora e, secondo quanto emerso, anche da ambienti legati allo spaccio. Il corpo è stato rinvenuto tra rifiuti e macerie, all’interno di una delle strutture in disuso non lontane dal Porto di Catania. Dai primi accertamenti la donna avrebbe avuto un’età di circa trent’anni, ma al momento non è stato possibile risalire al suo nome.

A lanciare l’allarme sarebbero stati alcuni passanti, insospettiti dalla presenza del corpo visibile tra le vetrate rotte dell’edificio. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e le verifiche sono partite immediatamente. Nessuna pista viene esclusa, anche se l’ipotesi della morte violenta resta al momento quella ritenuta più plausibile. Le ferite riscontrate sul corpo rafforzano il sospetto di un omicidio, che dovrà però essere confermato dagli esami medico-legali.

La donna non aveva con sé documenti e questo rende particolarmente complessa l’identificazione. Le prime informazioni indicano che potrebbe essere originaria dell’Europa dell’Est, ma si tratta di elementi ancora da verificare.

La salma è stata posta sotto sequestro e nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia, fondamentale per stabilire con precisione tempi e cause della morte. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile e coordinate dal procuratore aggiunto Liliana Todaro. Negli ambienti investigativi prende corpo l’ipotesi dell’omicidio, forse maturato in un contesto di degrado, legato allo spaccio di stupefacenti o a contrasti tra persone senza fissa dimora per il controllo dei luoghi dove trovare rifugio.