Dopo l’ennesimo incidente mortale, Federacma ribadisce: “La sicurezza dei mezzi non può più attendere”.
Milano – Un agricoltore di 33 anni, Francesco Mazzocchi, ha perso la vita a San Colombano al Lambro, nel Milanese, dopo essere rimasto schiacciato dal trattore che stava guidando durante le operazioni di vendemmia. Il giovane aveva rilevato da circa un anno un’azienda agricola insieme al fratello minore, con il quale aveva avviato un’attività specializzata nella produzione di vini biologici. Secondo quanto ricostruito, il trattore si sarebbe ribaltato mentre Francesco era al lavoro in via della Malpensata. Sul posto sono intervenuti i soccorritori, anche con l’elicottero, il personale dell’ATS di Lodi e i carabinieri.
Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – esprime profondo cordoglio alla famiglia della vittima e torna a chiedere che venga finalmente resa operativa la revisione obbligatoria delle macchine agricole.
“Una vita spezzata a soli 33 anni, proprio mentre un giovane imprenditore stava costruendo il proprio futuro nell’agricoltura, rende questa tragedia ancora più dolorosa – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. Ma soprattutto ci ricorda che il rischio di ribaltamento non riguarda soltanto mezzi utilizzati da operatori anziani: riguarda chiunque lavori con un trattore”.
Il ribaltamento dei trattori continua a rappresentare una delle principali cause di morte nelle campagne italiane, con oltre cento vittime ogni anno.
“Non conosciamo ancora le condizioni del mezzo coinvolto e sarebbe scorretto sostenere che una revisione avrebbe certamente evitato questo specifico incidente – prosegue Borio –. Ma un trattore è una macchina da lavoro e deve essere sicuro. Nessuno accetterebbe di guidare un’automobile, un camion o un autobus senza che freni, sterzo, pneumatici, cinture e dispositivi di protezione siano stati periodicamente verificati. Lo stesso principio deve valere nelle campagne”.
La revisione delle macchine agricole è prevista da una norma dello Stato dal 2015, ma a distanza di oltre dieci anni il sistema non è ancora concretamente operativo per la generalità dei mezzi. La revisione rappresenterebbe il momento nel quale verificare periodicamente lo stato della macchina e l’efficienza dei dispositivi destinati a proteggere l’operatore.
Federacma chiede quindi che venga completato senza ulteriori rinvii il quadro attuativo, definendo procedure certe, controlli omogenei, ispettori qualificati e una rete capillare di centri autorizzati. Alla revisione devono affiancarsi incentivi per l’adeguamento e il rinnovo dei mezzi, formazione degli operatori e una sempre maggiore cultura della sicurezza.
La Federazione ribadisce inoltre la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, mettendo a disposizione la rete nazionale di concessionari, officine e tecnici qualificati.
“Oltre cento morti ogni anno non possono essere considerate una fatalità – conclude Borio –. La sicurezza si costruisce prima dell’incidente, verificando i mezzi e intervenendo sulle criticità. Rendere finalmente operativa la revisione significa fare prevenzione concreta e tutelare chi sceglie di costruire il proprio futuro lavorando in agricoltura”.