Dal Sahara la terza ondata dell’estate: due settimane di afa senza tregua, ma il peggio deve ancora arrivare.
Non c’è pace in questa estate impazzita. Dopo le fiammate di fine maggio e di giugno, l’Italia si prepara a finire di nuovo nella morsa del grande caldo: da oggi, mercoledì 8 luglio, una gigantesca massa d’aria rovente risale dal Nord Africa e trasforma lo Stivale in un forno a cielo aperto. A lanciare l’allarme è Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, che parla di temperature “di nuovo sopra la soglia psicologica della febbre umana, dai 37°C fino ai 40°C e oltre”. È la terza ondata di calore del 2026, e stavolta non sarà una toccata e fuga.
A far paura non è solo il picco, ma la durata. Secondo i modelli, questa fase bollente durerà almeno fino al 22-23 luglio: davanti a noi almeno due settimane di temperature estreme. E dall’estero arrivano segnali ancora più cupi: l’Organizzazione mondiale della sanità avverte che “altre settimane letali potrebbero attendere l’Europa”, con il direttore per l’Europa Hans Kluge che parla di una nuova ondata “già in formazione sull’Atlantico”.
Dietro questa sequenza così ravvicinata c’è l’ombra del cambiamento climatico. Tedici usa un’immagine efficace: il riscaldamento globale è come un “carburante truccato” che rende ogni anticiclone africano “sempre più potente, tenace ed efficiente nel generare temperature al suolo mai viste prima”. Non a caso, spiega l’esperto, “la crisi climatica ha di fatto cancellato i confini tra una fiammata e l’altra”.
Ma chi soffrirà di più? Il caldo colpirà a ondate. I primi picchi già oggi nella Pianura Padana, con 38°C diffusi e punte di 39°C tra Emilia e Bassa Lombardia. Poi, verso il fine settimana, il bollore si sposterà al Centro-Sud: i modelli prevedono 40 gradi in Sardegna, nella zona di Oristano, e 39°C in Toscana e in Puglia. Il ministero della Salute ha già acceso i semafori: dieci città con il bollino arancione oggi – da Milano a Bologna, da Torino a Venezia – e per giovedì l’unico bollino rosso a Firenze, che al momento resta la città più rovente d’Italia.
Il tormento non finisce con il tramonto. Nelle grandi città arrivano le notti “super tropicali”, con minime che non scendono sotto i 25°C. A Milano, dopo il picco di 38°C, si resterà sui 34-35°C ma con l’incubo delle notti insonni; a Roma entro domenica si toccheranno i 36°C all’ombra, valori “tunisini” destinati a durare. Umidità alta e assenza di vento renderanno le ore serali un prolungamento del disagio del giorno.
E l’Italia non è un caso isolato. In Spagna i termometri hanno già toccato i 44°C in Aragona, Catalogna e Comunità Valenciana, mentre in Marocco, sotto il vento infuocato del Chergui, si arriva fino a 48 gradi. Persino il Mar Mediterraneo è andato in tilt, con temperature fino a 2,6°C sopra la norma. Un’estate che, giorno dopo giorno, sta riscrivendo gli annali della climatologia europea.