Solo nel mese di gennaio le forze di polizia hanno disposto 18 fogli di via, 8 ammonimenti e avvio delle procedure di rimpatrio.
Venezia – Molteplici sono stati, nel mese di gennaio, i servizi straordinari di controllo del territorio interforze, coordinati dalla Questura con la collaborazione di tutte le forze di polizia, finalizzati al contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa, degrado urbano e tossicodipendenza, in modo particolare nell’area urbana di Mestre e Marghera.
Servizi sempre affiancati dall’attività della divisione anticrimine della Questura, che si è attivata per l’applicazione di tutte le misure di prevenzione messe a disposizione dall’ordinamento giuridico per arginare, in un’ottica di prevenzione e dissuasione, il reiterarsi di comportamenti antisociali e delittuosi perpetrati da parte di soggetti dall’elevata pericolosità sociale.
Dall’inizio del nuovo anno il Questore, grazie all’attività svolta dalla divisione di polizia anticrimine, ha adottato complessivamente 30 misure di prevenzione, con finalità dissuasivo preventiva, intese ad assicurare legalità. Nello specifico, 18 fogli di via obbligatori sono stati disposti nei confronti di altrettante persone con profili di pericolosità sociale che sono state allontanate dai diversi Comuni della Città metropolitana.
In tema di contrasto degli atti di violenza domestica, 8 sono stati i provvedimenti di ammonimento disposti per violenza domestica e 4 quelli adottati nei confronti di altrettanti soggetti in base alla normativa sugli atti persecutori.
Importanti risultati, che confermano l’efficacia della strategia di prevenzione e contrasto al fenomeno della criminalità diffusa posta in essere dalla polizia di Stato e dalle altre forze di polizia della provincia, sono stati ottenuti anche attraverso mirati interventi volti, non solo a rintracciare nel territorio soggetti socialmente pericolosi ed autori di diverse tipologie di reati, ma anche a predisporre, grazie all’attività dell’Ufficio Immigrazione, tutti gli adempimenti prodromici a garantire il loro rimpatrio nel Paese d’origine.