Ti dico ti amo con una conchiglia? Non sia mai

Prenderne soltanto una ci fa rischiare un verbale salatissimo in quanto proprietà del demanio. Un tempo nessuno si faceva di questi problemi ma tutto cambia.

Attenzione a prendere le conchiglie sulla riva del mare e portarsele a casa: sono previste pene pecuniarie fino a 9.000 euro. Nell’antichità classica esse rappresentavano la rinascita, la protezione e il grembo materno. Grazie alle forme e alla provenienza dal mare, simboleggiavano il viaggio spirituale, la fertilità e la bellezza interiore che si manifesta in maniera quieta e placida.

Sono legate alla nascita di Venere, simbolo di amore e bellezza. Le loro forme concave rievocano la maternità e la fertilità. Sarà capitato spesso da giovani, durante la stagione dei primi amori, di passeggiare col suo amato/a mano nella mano sulla spiaggia al tramonto.

Si donava una conchiglia, un dono speciale a conferma di un momento felice che meritava un suggello particolare. Ora nemmeno questo gesto romantico si può attuare, la poesia è messa al bando. In realtà appartenendo al demanio i meravigliosi gusci sono soggetti al Codice della Navigazione, per cui il loro prelievo contempla una sanzione amministrativa esosa.

Inoltre, anche dal punto di vista ambientale, sono importanti per l’ecosistema in quanto fungono da riparo per altri piccoli esseri viventi. Quindi raccogliere conchiglie è severamente vietato dalla legge. Si può derogare al divieto solo con un’autorizzazione vidimata dalla Capitaneria di Porto, che non viene concessa a singoli cittadini ma a enti o ditte incaricate di specifici interventi di pulizia straordinaria.

Oppure per attività di ripascimento o di ricerca scientifica autorizzati i cui requisiti tecnici e permessi seguono rigidi protocolli ambientali. Quindi massima attenzione: un gesto romantico può risultare salatissimo! Il divieto è esteso a sabbia, ghiaia o altri prodotti naturali. E allora come mai finora esse sono state alla mercè di chi le raccoglieva senza alcun controllo?

Misteri italiani. Le conchiglie vuote, dopo il decesso del mollusco che viveva all’interno, diventano una tana ideale per la crescita e la riproduzione dei paguri, piccoli crostacei marini con il ventre molle e senza corazza. La dipartita dell’abitante della conchiglia significa la vita a comunità di macro invertebrati e la crescita della complessità dell’habitat.

Non va dimenticato che esse sono sedimenti importanti perché, disgregandosi, formano la sabbia delle coste, proteggono le spiagge dall’erosione, e contengono carbonato di calcio che regola la chimica del mare. Come fossili aiutano a datare le rocce e a ricostruire i climi del passato. I suoi frammenti contribuiscono alla creazione di granuli che compongono il litorale.

Lasciatele dove sono, si guardano ma non si toccano…

Quando i gusci di conchiglie si ammassano in quantità notevoli attenuano la forza delle onde e limitano il deterioramento delle spiagge. Per completare la loro meritoria opera rilasciano bicarbonato di calcio utile ad altri organismi marini.

Sembra che il prelievo massiccio e continuo di conchiglie produca danni. Infatti uno studio effettuato nella penisola iberica ha dimostrato l’interdipendenza tra turismo di massa e quantità di conchiglie. Il primo negli ultimi 30 anni è cresciuto di 2,72 volte, le seconde sono calate di 2,62.

Dove pascolano le sconsiderate mandrie umane, lasciano sempre brutti ricordi. La Scienza ha dimostrato, dunque, la particolare utilità di una conchiglia per l’ecosistema marino e i danni causati da un prelievo continuo e massiccio. Non sono cimeli offerti gratuitamente da Madre Natura ma vanno guardate, ammirate, al limite fotografarle e poi lasciate al loro posto.

Ma lasciate lì a svolgere il loro lavoro prezioso per l’habitat marino. Se è vero tutto ciò resta un po’ di nostalgia, soprattutto per i meno giovani, quando abbracciati all’amore del momento, ci si chinava per raccoglierne una come coronamento di un fugace attimo di romanticismo.

Tutto finito.