Svolta nell’omicidio Marangia: arrestati mandante ed esecutore

Le indagini riaprono il caso del 2013 e portano a uno sviluppo decisivo: fermati due uomini ritenuti coinvolti nel delitto.

Taranto – Arrestati due uomini per l’omicidio di Martino Marangia. Dopo anni di silenzio, il caso torna a galla e lo fa con un colpo di scena di quelli che fanno rumore.

Le manette sono scattate nella notte. I carabinieri hanno fermato Cosimo Campo e Anselmo Venere, entrambi 57 anni. Secondo chi indaga, uno sarebbe l’esecutore materiale, quello che ha premuto il grilletto; l’altro, invece, avrebbe orchestrato tutto.

La vicenda risale all’ottobre 2013. Marangia, piccolo imprenditore edile, viene freddato a colpi di pistola in una zona isolata alla periferia di Pulsano, in contrada Rotondelle. Una scena secca, brutale. Senza appello. Quando arrivano i soccorsi, ormai è troppo tardi.

Ma questa storia parte da ancora più lontano. Bisogna tornare indietro di tre anni, al 2010. Lì scoppia la scintilla: dissidi, lavori edili, discussioni accese, parole grosse. Il clima si surriscalda in fretta. Venere, ritenuto vicino agli ambienti della mala, non la prende bene. Anzi, tutt’altro. A quanto pare vola anche qualche minaccia.

Poi succede qualcosa che ribalta tutto. Durante una spedizione punitiva organizzata contro Marangia, quest’ultimo reagisce. E lo fa senza tirarsi indietro: Venere e uno dei suoi uomini finiscono feriti. Una figuraccia pesante, di quelle che bruciano. E si sa, certi sgarri non si dimenticano facilmente.

Da lì, secondo gli investigatori, nasce il movente. Una vendetta, maturata nel tempo. Fredda, studiata. Fino a quel giorno di ottobre in cui Marangia viene raggiunto da diversi colpi mentre si trova accanto alla sua auto. Non da sconosciuti, probabilmente. Gente che conosceva.

Con lui c’era la compagna. È l’unica testimone. Assiste a tutto, sotto shock, e lancia l’allarme. I proiettili però non la colpiscono. Viene risparmiata.

Intanto, uno dei due arrestati era già in carcere per un’altra operazione dello scorso dicembre. Gli arresti arrivano su disposizione del giudice, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. Un lavoro lungo, fatto di incastri, verifiche, dettagli messi insieme uno dopo l’altro.