Il macchinario di ultima generazione risulta inutilizzato dal 2024. Il Codacons ha avanzato richiesta di un’ispezione ministeriale.
Palermo – Una tomografia computerizzata di ultima generazione acquistata per oltre un milione di euro giace inattiva da dodici mesi all’ospedale Civico di Palermo. La denuncia arriva dal parlamentare regionale Ismaele La Vardera, che dopo un sopralluogo a sorpresa ha definito la situazione “agghiacciante”, annunciando una battaglia politica per sbloccare l’impasse.
“Ho verificato personalmente perché la segnalazione mi sembrava impossibile da credere”, ha dichiarato La Vardera attraverso i social network. Il macchinario diagnostico, costato 1,3 milioni di euro, si trova in un’area strategica del pronto soccorso dove potrebbe accelerare significativamente la gestione delle urgenze. Durante l’ispezione, accompagnata dal direttore sanitario Domenico Cipolla, il deputato ha constatato che l’apparecchiatura rimane effettivamente ferma nonostante l’investimento pubblico.
“Il personale medico mi ha supplicato di intervenire”, ha raccontato La Vardera. “Mi hanno detto: ‘Onorevole, ci aiuti a rendere operativo quel macchinario, ci farebbe la differenza al pronto soccorso’. Lavorano con mezzi limitati mentre tecnologia avanzatissima resta inaccessibile”.
Il leader di Controcorrente ha già depositato un’interrogazione parlamentare urgente e richiesto la convocazione immediata dei responsabili dell’azienda ospedaliera davanti alla commissione sanità regionale. “Non avrò pace finché quella TAC non sarà pienamente funzionante. È inammissibile giocare con la salute dei siciliani mentre le liste d’attesa si allungano all’infinito e i cittadini aspettano ore al pronto soccorso”, ha tuonato.
L’Arnas Civico ha diffuso una nota ufficiale per respingere le accuse di negligenza. Secondo la direzione sanitaria, l’apparecchiatura richiede un complesso iter di attivazione che include: acquisizione di attrezzature accessorie indispensabili come ventilatori per pazienti critici e sistemi per l’iniezione del mezzo di contrasto, allestimento di spazi idonei con arredi specializzati, e soprattutto formazione tecnica avanzata del personale.
“Trattandosi di tecnologia di ultimissima generazione, gli operatori devono completare una fase applicativa specifica per garantire utilizzo sicuro ed efficace”, spiega l’azienda ospedaliera, precisando che sono già stati completati due moduli formativi su diversi previsti e che il personale necessario è stato individuato.
L’ospedale tiene inoltre a sottolineare che la mancata operatività della nuova TAC “al momento non compromette l’erogazione delle prestazioni diagnostiche”, poiché altre due tomografie computerizzate sono già attive e funzionanti nella struttura. “Si tratta di un procedimento tecnico e organizzativo necessario, non di abbandono del macchinario”, conclude la nota difensiva.
Il Codacons ha reagito con durezza alla vicenda, chiedendo formalmente al ministro della Salute Orazio Schillaci l’invio immediato di ispettori ministeriali al Civico per accertare eventuali responsabilità. Analoga richiesta è stata indirizzata all’assessore regionale alla Sanità Daniela Faraoni.
“La questione assume gravità particolare se contestualizzata nella drammatica situazione sanitaria siciliana: liste d’attesa interminabili, pazienti parcheggiati per ore nei pronto soccorso in attesa di esami essenziali”, argomenta l’associazione dei consumatori. “In questo scenario, lasciare inutilizzata una TAC nuova e perfettamente funzionante costituisce un paradosso insostenibile”.
L’organizzazione annuncia inoltre di valutare la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti per verificare l’eventuale danno erariale derivante dall’immobilizzo di risorse pubbliche milionarie. “Mentre il diritto costituzionale alla salute viene quotidianamente violato da ritardi e carenze, milioni di euro dei contribuenti restano bloccati in apparecchiature che non entrano mai in servizio reale. I cittadini esigono trasparenza, risposte immediate e un sistema sanitario che funzioni davvero”, conclude la nota dell’associazione.
La Vardera individua nel deficit di organico il problema cruciale, accusando la politica di immobilismo. “La questione non riguarda la gestione aziendale locale ma una carenza strutturale di risorse umane che le istituzioni non possono ignorare”, ha precisato il parlamentare, che promette battaglia fino all’attivazione completa del macchinario diagnostico in una delle strutture ospedaliere più importanti della Sicilia occidentale.