Sul corpo della piccola Beatrice trovata l’impronta di una scarpa

La madre, che ha parlato di una caduta accidentale, è in arresto con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Indagato anche il compagno.

Bordighera – Un’impronta parziale di scarpa sul corpo di una bambina di due anni. È uno degli elementi più pesanti emersi dall’esame autoptico disposto dalla Procura di Imperia sulla piccola Beatrice, morta il 9 febbraio nella villetta di famiglia a Montenero, sulle alture di Bordighera. Il segno, rilevato dal medico legale Francesco Ventura, rafforza per gli investigatori l’ipotesi che la bambina abbia subito percosse prima di morire, anche se resta ancora da stabilire con precisione quando quei traumi siano stati inflitti.

Quella mattina era stata la madre, Manuela Aiello, 43 anni, a chiamare il 112 riferendo che la figlia non si muoveva più. I soccorritori non hanno potuto fare nulla. La donna è stata arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Il suo compagno, Emanuel Iannuzzi, 42 anni, è indagato per lo stesso reato ma non si trova in stato di detenzione.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dalla Pm Veronica Meglio e dal procuratore capo Alberto Lari, la violenza si sarebbe consumata nella notte tra l’otto e il nove febbraio nel casolare di Iannuzzi a Perinaldo, un paese dell’entroterra ligure a circa venti chilometri da Bordighera. La bambina sarebbe stata trasportata in auto fino alla villetta della madre quando era già morta, o in condizioni tali da non lasciare speranze.

L’autopsia ha documentato diversi lividi distribuiti sul corpo e un trauma alla testa. Secondo i medici, un colpo di particolare violenza potrebbe aver causato un’emorragia cerebrale rivelatasi fatale. Le conclusioni definitive dipenderanno dalla relazione completa, che includerà gli esiti degli esami istologici e chiarirà anche l’orario preciso del decesso.

Sul fronte investigativo, i carabinieri del Ris di Parma hanno effettuato rilievi approfonditi nell’abitazione di Perinaldo. Sono stati sentiti i nonni della bambina e le due sorelle maggiori, di nove e dieci anni, ascoltate con il supporto di uno psicologo e ora ospitate in una struttura protetta. Gli inquirenti stanno anche ricostruendo il contesto in cui viveva Beatrice: le abitazioni frequentate dalla piccola sarebbero state trovate in condizioni di degrado ritenute incompatibili con la presenza di minori.

La madre continua a respingere le accuse. Attraverso i propri legali ha sostenuto che la bambina sarebbe caduta dalle scale e che i segni sul corpo sarebbero riconducibili alla sua vivacità. Una versione che gli investigatori stanno verificando insieme a tutti gli altri elementi raccolti, in attesa che la relazione autoptica definitiva fornisca un quadro più preciso delle cause e dei tempi della morte.