La giovane, all’epoca ancora minorenne, è stata giudicata incapace di intendere e volere. Disposto il trasferimento in comunità.
Palermo – La Corte d’Appello ha ribaltato la condanna di primo grado nei confronti di Miriam Barreca, figlia maggiore di Giovanni Barreca, protagonista della tragica vicenda di Altavilla Milicia del febbraio 2024. I giudici hanno stabilito che la giovane, all’epoca ancora minorenne, non fosse in grado di comprendere le proprie azioni né di autodeterminarsi liberamente nel momento in cui si consumò la strage familiare.
In quella notte di sangue persero la vita la madre Antonella Salamone e i due fratelli minori Kevin, 16 anni, ed Emanuel di appena 5 anni, nel corso di quello che venne definito un rituale esoterico avvenuto in una villa della cittadina siciliana.
In primo grado Miriam era stata condannata a 12 anni e 8 mesi. La Corte d’Appello ha invece accolto le argomentazioni della difesa, applicando gli articoli 98 e 530 del codice penale: norme che tengono conto della fascia d’età compresa tra i 14 e i 18 anni e della capacità, solo parziale, di intendere e volere riconosciuta alla ragazza. Secondo i giudici, Miriam non fu in grado di opporsi a quanto venne compiuto dagli adulti presenti. La giovane sarà trasferita in una comunità protetta.
Il procedimento principale riguarda invece il padre Giovanni Barreca e una coppia che, secondo l’accusa, si trovava nella villa al momento dei fatti e avrebbe preso parte attiva agli eventi di quella notte.