Retribuzioni elevate, status fiscale speciale e vecchie criticità di bilancio: le spese del piccolo Comune tornano al centro della scena.
Campione d’Italia – Campione d’Italia è tornato al centro del dibattito nazionale dopo un servizio della trasmissione Fuori dal Coro. L’inchiesta ha riacceso i riflettori su una questione che ciclicamente torna a far discutere: gli stipendi dei dipendenti comunali, giudicati da molti osservatori fuori misura rispetto alle dimensioni del paese.
Campione conta meno di duemila abitanti, ma secondo quanto emerso, la spesa per il personale sarebbe particolarmente elevata. Si parla di milioni di euro l’anno destinati a una struttura amministrativa composta da poche unità. Una cifra che, rapportata alla popolazione residente, ha suscitato interrogativi e critiche, soprattutto in un periodo storico in cui la sostenibilità della spesa pubblica è al centro del confronto politico.
Nel reportage sono state citate retribuzioni mensili che supererebbero ampiamente la media nazionale del pubblico impiego. Tra i casi menzionati figura quello di una vigilessa, con uno stipendio di 11mila euro al mese, indicata come esempio emblematico di un sistema retributivo, per alcuni, sproporzionato.
Campione d’Italia è un’enclave italiana circondata dal territorio svizzero e per anni ha goduto di uno status fiscale e doganale particolare. Il costo della vita è influenzato dalla vicinanza con il Canton Ticino e, secondo l’amministrazione comunale, proprio questa peculiarità renderebbe necessario garantire stipendi più elevati per attrarre e mantenere personale qualificato. La tesi “difensiva” sostiene che, senza adeguamenti salariali significativi, molti dipendenti sceglierebbero opportunità lavorative oltre confine, dove le retribuzioni sono in genere più alte.
Tuttavia le polemiche non si sono placate. Negli anni passati la Corte dei Conti aveva già richiamato l’attenzione sulla necessità di contenere la spesa per il personale, sottolineando come il costo medio per dipendente risultasse molto superiore a quello di altri comuni italiani di dimensioni analoghe. Dopo il fallimento del Casinò municipale nel 2018 e il conseguente dissesto finanziario dell’ente, molti si aspettavano una revisione profonda delle voci di bilancio, inclusi gli stipendi.
La riapertura del Casinò in forma ridimensionata e il graduale riassetto dei conti pubblici non hanno però spento le discussioni.