Stefania Halip ritrovata senza vita nel torrente Fisca

Il corpo è stato individuato dai vigili del fuoco lungo il corso d’acqua, due giorni dopo la scomparsa della studentessa.

Torino – Le ricerche di Stefania Halip, studentessa di biologia, originaria di San Francesco al Campo, nel Torinese, si sono chiuse con la tragedia che i familiari temevano fin dalle prime ore. Il corpo della 24enne è stato recuperato nella tarda mattinata di martedì 25 agosto nel greto del torrente Fisca, in prossimità di Borgata Centro, dai vigili del fuoco del distaccamento di San Maurizio Canavese. Sul posto era stato allertato anche l’elisoccorso, ma per la giovane non è rimasto nulla da fare.

A guidare gli investigatori verso quella zona era stato un elemento raccolto nelle ore precedenti: il cellulare della ragazza risultava agganciato, intorno alle quattro del mattino di lunedì, a una cella nei pressi del supermercato Crai, al confine tra San Francesco al Campo e San Maurizio Canavese. Da quel momento il telefono non ha più dato segnali. Le ricerche, coordinate anche dalla Prefettura di Torino, sono proseguite per l’intera giornata di lunedì con l’impiego di unità cinofile molecolari, senza però riportare a casa Stefania prima del tragico epilogo.

La vicenda era iniziata domenica sera, quando la famiglia Halip aveva fatto rientro intorno alle 22.00 da una vacanza al mare trascorsa insieme, genitori e figlie. Una volta a casa, tutti erano andati a dormire, e solo la mattina seguente i genitori si erano accorti che Stefania non era più nella sua stanza. Inizialmente avevano pensato a una semplice uscita, magari una passeggiata, ma il tempo che passava senza notizie aveva iniziato a preoccuparli.

La svolta è arrivata nel pomeriggio di lunedì, quando la giovane non si è presentata all’appuntamento per accompagnare la sorella minore al centro estivo, senza aver lasciato alcun messaggio: un’assenza di comunicazione considerata del tutto anomala per lei. I familiari hanno quindi sporto denuncia presso i carabinieri di Ciriè e lanciato un appello attraverso i social network.

Chi conosceva Stefania la ricorda come una ragazza riservata, legatissima alla famiglia, abituata ad avvisare sempre i suoi anche per spostamenti brevi: proprio questa abitudine aveva reso il silenzio delle ultime ore ancora più allarmante agli occhi dei genitori. Cresciuta a San Francesco al Campo insieme ai genitori e alle due sorelle, aveva frequentato il liceo Peano prima di iscriversi alla facoltà di biologia, mantenendosi con lavori saltuari nella pizzeria del paese.

Ora spetterà ai carabinieri di Ciriè, in collaborazione con il medico legale, ricostruire con precisione gli ultimi movimenti della 24enne e le cause del decesso. Gli investigatori non escludono, tra le diverse ipotesi al vaglio, quella di un gesto volontario, ma al momento mancano elementi certi per stabilire la dinamica: saranno l’autopsia e l’analisi degli ultimi spostamenti a fare chiarezza su come e perché Stefania sia arrivata fino al torrente Fisca.