Un anziano di 81 anni, malato di Parkinson e demenza, si è allontanato di notte dalla geriatria di Crotone. Ritrovato all’alba vicino alle caldaie.
Crotone – C’è un pigiama, un catetere, un’agocannula infilata nel braccio. E c’è un uomo di 81 anni, malato di Parkinson e di demenza, che non cammina più come dovrebbe. Eppure quell’uomo, nella notte tra il 22 e il 23 luglio, è riuscito a sparire nel nulla dal reparto di geriatria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, dove era ricoverato dal 16 luglio, per essere ritrovato solo 10 ore dopo, all’alba, rinchiuso in una stanzetta dei sotterranei accanto al locale caldaie. Sporco, tra gli escrementi, in condizioni – dicono i familiari – “che nemmeno nel Terzo mondo”.
A raccontare l’incubo è la figlia, Alessandra Pariano, che ha affidato tutto a una lettera inviata alla stampa. “Secondo voi è normale che una persona sparisca in ospedale per 10-11 ore? Poteva succedere qualsiasi cosa”, è la domanda che continua a martellarle in testa. Suo padre, ricorda, “con addosso un pigiama, un catetere e l’agocannula al braccio, che non deambula nel migliore dei modi, è riuscito a fare sei piani di scale a piedi indisturbato senza che nessuno lo vedesse”.
La sequenza è da brividi. L’allarme scatta in tarda serata: “Ci hanno avvisato verso le 23-23:15”, racconta la donna. Da lì comincia una notte di angoscia, con la famiglia e la Polizia che frugano dentro e fuori l’ospedale. Ma nessuno del personale in servizio notturno l’ha visto. E c’è un dettaglio che fa infuriare i parenti: le immagini di sorveglianza. “Ci è stato risposto che le telecamere non funzionano, o se ce n’è qualcuna che funziona bisognava aspettare il giorno dopo. Possibile che in una struttura sanitaria non ci sia un sistema di videosorveglianza adeguato?”.
La svolta arriva solo il mattino successivo, intorno alle 8:30, quando le pattuglie scendono per l’ennesima volta nei sotterranei e trovano l’anziano chiuso da solo in quella stanzetta. Non si era fermato al piano terra: aveva sceso altri due piani fino ai locali tecnici. In tutto, otto piani percorsi da un uomo che a stento si regge in piedi. L’uomo è stato poi visitato e ricoverato di nuovo nello stesso reparto.
L’Azienda sanitaria provinciale ha reagito attivando le procedure di gestione del rischio clinico e aprendo un’istruttoria interna. Il direttore generale Antonio Graziano ha espresso “profondo sollievo per il ritrovamento del paziente e per le sue buone condizioni di salute”, porgendo “le più sincere scuse ai familiari”. La direttrice della Geriatria, Rosanna Patarino, ha spiegato che quella notte il personale della guardia interdivisionale stava gestendo anche “un’improvvisa emergenza clinica” nel reparto adiacente, e che l’assenza dell’anziano – mai prima d’allora incline ad allontanarsi – sarebbe stata riscontrata “tempestivamente”.
Ma per la figlia non basta, e la sua non vuole essere una denuncia isolata. “Questo di mio padre non è un caso isolato. Spero che qualcuno intervenga sulla nostra sanità che è abbandonata. I politici, i direttori sanitari, il presidente della Regione dovrebbero fare un giro in tutti gli ospedali calabresi, perché sono ridotti in condizioni disumane”.