L’ultima rilevazione evidenzia il ridimensionamento di Futuro Nazionale e il controsorpasso di Forza Italia.
L’ultima rilevazione della Supermedia YouTrend/AGI fotografa un momento di profonda riorganizzazione negli equilibri politici del Paese. L’elemento di maggiore novità risiede nella battuta d’arresto di Futuro Nazionale: il movimento guidato da Roberto Vannacci cede mezzo punto percentuale nell’arco di due settimane e scende al 7,2%. Non si tratta di una semplice oscillazione fisiologica, ma di una flessione che costa la quarta posizione nella graduatoria nazionale.
Ad approfittarne è Forza Italia che, confermandosi stabile al 7,4%, firma il sorpasso e si riprende il quarto posto alle spalle di Fratelli d’Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. La frenata dell’area vannacciana va a diretto beneficio delle principali forze di governo, con Fratelli d’Italia e Lega pronte a riassorbire parte dei consensi in uscita.
In parallelo, i dati evidenziano un marcato recupero della coalizione di governo, favorito anche dalla fase di stasi che interessa le principali opposizioni. A dare ulteriore slancio al centrodestra interviene l’ingresso ufficiale di Sud chiama Nord: la formazione guidata da Cateno De Luca, rilevata sopra l’1% dopo l’adesione all’alleanza di maggioranza, porta il centrodestra al 42,9% dei consensi complessivi, arrivando ad appaiare quasi al millimetro il campo largo, attualmente attestato al 43,1%.
Questo sostanziale pareggio attorno alla quota del 43% assume un valore politico determinante alla luce della recente approvazione dello Stabilicum. La nuova legge elettorale prevede infatti l’assegnazione del premio di maggioranza allo schieramento capace di superare la soglia del 42%, un traguardo che ad oggi vedrebbe entrambe le coalizioni pienamente in corsa per la vittoria. Sul fronte del consenso sociale attorno alla riforma, l’opinione pubblica appare spaccata ma senza marcate ostilità: il 41% dei cittadini esprime un parere favorevole contro il 37% di giudizi negativi. Oltre la metà degli italiani (55%) ritiene che il nuovo meccanismo sia neutrale, mentre solo un elettore su cinque lo considera un intervento mirato a favorire la maggioranza. Il dato più rilevante resta comunque l’ampio margine di disinformazione, con oltre tre cittadini su quattro che ammettono di conoscere poco o nulla i contenuti specifici del testo.
Passando all’analisi delle singole liste, Fratelli d’Italia si conferma saldamente la prima forza del Paese crescendo di quattro decimi e portandosi al 27,2%. Nel perimetro di governo si registra anche la ripartenza della Lega, che guadagna tre decimali e risale al 6,0%, mentre Noi Moderati si attesta all’1,2% e Sud chiama Nord fa il suo ingresso all’1,1%. Sul versante delle opposizioni si osserva un quadro di sostanziale tenuta complessiva: il Partito Democratico arretra di tre decimi mantenendosi al 20,1%, mentre il Movimento 5 Stelle cede quattro decimali posizionandosi al 12,4%. L’unico spunto espansivo nell’area progressista arriva da Alleanza Verdi e Sinistra, che sale al 6,4%. Tra le forze centriste e minori, infine, Azione resta ferma al 3,2%, Italia Viva sale al 2,4%, +Europa si conferma all’1,7% e il Partito Liberaldemocratico avanza all’1,4%.



